Il cibo tra passato e  futuro A Gandino  si cercano risposte

Il cibo tra passato e futuro
A Gandino si cercano risposte

La Val Gandino ha mai avuto un’economia agricola? Potrebbe averla in futuro, nell’ottica di raggiungere la massima resilienza possibile e la minima dipendenza dai combustibili fossili?

Domande d’attualità che sabato 23 gennaio alle 15,30, nella sala conferenze della biblioteca civica di Gandino, troveranno possibili risposte nell’incontro «Val Gandino, come mangiavamo? Come mangeremo?» organizzato dal gruppo «Valgandino in Transizione».

«È un movimento culturale - spiegano le organizzatrici - nato sul pensiero dell’inglese Rob Hopkins, che punta a valorizzare la resilienza, cioè la capacità di un territorio di adattarsi a cambiamenti esterni anche traumatici (e di estrema attualità) come la dipendenza dal petrolio, il cambiamento climatico e la crisi economica. Vogliamo chiederci se anche la Val Gandino è una comunità resiliente, che rilocalizzi la produzione di cibo, beni e servizi. La società industrializzata ha un bassissimo livello di resilienza, conseguente alla dipendenza da catene di produzione e distribuzione che utlizzano enormi quantità di energia per spostare merci da un capo all’altro del mondo».

Il menu dell’incontro prevede un «primo» con Andrea Messa, dell’associazione Grani Asta del Serio, sul tema «Nutrirci dal pianeta... senza mangiarcelo tutto». Per «secondo» ci saranno assaggi di orticoltura biointensiva , seguiti dagli interventi del pubblico, secondo uno schema che vuole evitare le normali esposizioni frontali. Dettagli disponibili su www.lecinqueterredellavalgandino.it.


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