Sciate mozzafiato
Coccole al Bad Moos

Vai a sciare a Sesto, in Alta Pusteria? Un paradiso. Te lo senti dire un paio di volte in pochi giorni e la curiosità monta. Come è capitato a noi. Da Bergamo poco più di quattro ore d'auto. Non pochissime, ma ben spese.

Vai a sciare a Sesto, in Alta Pusteria? Un paradiso. Te lo senti dire un paio di volte in pochi giorni e la curiosità monta. Come è capitato a noi. Da Bergamo poco più di quattro ore d'auto. Non pochissime, ma ben spese. Complice una magnifica giornata di sole, di quelle dal cielo di cobalto, e avvolti da un paesaggio generosamente incantevole, lanciarsi su quelle piste larghissime e lunghe chilometri, abbondantemente innevate e preparate alla perfezione, è stato un godimento.

Come il gran finale sul muro della Holzriese 2, una delle nere più ripide delle Dolomiti, in condizioni eccellenti anche dopo ore di passaggi. Siamo nell'area sciistica della Croda Rossa. A dieci minuti di navetta altra goduria sulle discese del Monte Elmo. Le due montagne saranno presto collegate grazie a due cabinovie (da 8 posti) e altrettante piste.

«Un investimento da 30 milioni di euro - informa Erwin Lanzinger, albergatore, uno degli imprenditori più illuminati dell'Alto Adige e non a caso impegnato in prima linea, grazie alle diverse cariche ricoperte tra enti e associazioni, nell'ospitalità turistica della regione -. Se tutto fila come speriamo, contiamo di ultimare i lavori entro Natale». A quel punto la navetta non servirà più e Sesto (che si trova vicino a Dobbiaco e San Candido) potrà vantare un comprensorio tra i più prestigiosi (e qui c'è tanto spazio anche per lo slittino).

Da quattro stelle superior, come lo Sport & Kurhotel Bad Moos di Lanzinger, che ci ha accolto e coccolato. Aperto nel 1971 e radicalmente ristrutturato attraverso interventi successivi, è l'albergo più attrezzato di questo paese ai piedi delle Tre cime comunemente conosciute come di Lavaredo «ma che qui chiamiamo le Tre cime di Sesto. Il nostro è il versante più bello», sottolinea Erwin con orgoglio.

Situato proprio in fondo alla Holzriese (qui esci dal retro dell'hotel e sei già sulla pista), prende il nome dai bagni di Moso, la frazione in cui sgorga un'antica sorgente di acqua sulfurea (scoperta nel 1650 e per nulla puzzolente ma gradevole, ricca anche di fluoro, magnesio e calcio), curativa e benefica. Oggi inglobata nella Spa (che significa appropriatamente salus per aquam) dell'albergo, ne è il fiore all'occhiello.

La Spa, così come il servizio globale del Bad Moos (dalle camere al ristorante e tutte le dotazioni per il tempo libero sia invernale che estivo) e i materiali naturali utilizzati per costruirlo e arredarlo (pietra, legno di larice e pino cembro, loden, cuoio…) parlano chiaramente della filosofia turistica del titolare, che trasmette sì l'idea del comfort, del relax, di una vacanza improntata al benessere psicofisico ma anche della passione nel raggiungere un obiettivo e nel coltivarlo.

In quel posto l'intraprendenza e l'attenzione di Lanzinger sono in ogni cosa. Lui ama dire che «Bad Moos fa rinascere l'amore» quando, brindando nell'antica e meravigliosa stube dell'hotel, allude all'ospitalità rivolta alle coppie. Il vero amore lì è ciò che lui ha fatto per realizzare il proprio sogno e promuovere il lavoro della sua valle.

A questi livelli l'offerta turistica si distribuisce anche in pacchetti. Quelli del Bad Moos sono un'infinità, sia per chi pratica sport (tra le diverse attività, camminate, arrampicate, escursioni in bici e a cavallo nella bella stagione) sia per chi vuole semplicemente riposarsi e rigenerarsi.

Segnaliamo fra i trattamenti della Spa «La bellezza è donna», con uno sconto valido fino al 7 aprile. Dalle acque (niente cloro, ma un toccasana persino quella della piscina coperta circondata dalla natura al di là delle ampie vetrate) alle erbe, dai fanghi alle pietre basaltiche, dai vapori ai massaggi, l'ampia e suggestiva area benessere di questo albergo è uno scrigno di sorprese. Apritelo su www.badmoos.it .

Andrea Benigni

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