Lunedì 25 Agosto 2008

«Caraibi deluxe», profumo di rum e aragostanella natura selvaggia della fascinosa Anguilla

Una vacanza speciale ad Anguilla, l’isola più esclusiva dei Caraibi. Per arrivarci si può scegliere tra un piccolo aeroplano da St. Martin, da San Juan o da Antigua ma l’arrivo più suggestivo è via mare, con il piccolo motoscafo che collega l’isola, ogni mezz’ora, con St. Martin. VIDEOAnguilla tagliato_0004.wmvIl terminal è una piccola baracca in legno; poche formalità e in dieci minuti si è in albergo. Subito ci si sente a proprio agio e, appena arrivati, ci si rende conto che la fama di isola esclusiva non deriva certo da boutiques super griffate, yachts e locali alla moda, ma da una natura selvaggia, tranquilla e affascinante che promette una vacanza veramente speciale.L’emozione più violenta si prova quando ci si affaccia su una qualunque tra le molte splendide spiagge dell’isola, sicuramente tra le più belle del mondo. Sabbia bianca, impalpabile, di origine corallina, quindi non polverosa; acqua cristallina che passa dall’azzurro al verde, tramite un’infinita varietà di toni del blu, a seconda della profondità del mare, sempre variabile, per via della barriera corallina che serpeggia a distanze irregolari dalla costa, ospitando un’incredibile varietà di pesci coloratissimi. Il mare quasi sempre calmo e la spiaggia che degrada dolcemente invitano a distendersi e rilassarsi sulla riva, per farsi accarezzare dalle onde. Nel cielo, sempre azzurro, con poche nuvole, sempre all’orizzonte, un continuo via vai di uccelli di ogni dimensione, foggia e colore, attira l’attenzione e ipnotizza anche il turista più insensibile alle bellezze della natura, rovinando tutti i piani che ci si erano fatti di sfruttare finalmente la meritata vacanza per immergersi nella lettura dei propri romanzi preferiti. Non è un sogno: Anguilla è un angolo di paradiso, che gli amministratori locali sono riusciti a mantenere, con grande fatica, al riparo dalle brutture del traffico, dalle licenze indiscriminate e dall’urbanizzazione tipica delle destinazioni turistiche più in voga, in tutto il mondo.Sia che abbiate scelto il lusso raffinato e discreto del Cap Juluca o l’ambiente familiare e informale dal Rendezvousbay Hotel, passando per una discreta varietà di altre strutture alberghiere di vari livelli, ma sempre di piccole dimensioni e ben nascoste nella natura, la vostra spiaggia rimarrà impressa in modo indelebile nella vostra memoria, per il resto della vostra vita. Tutto il resto è in più, perché difficilmente avrete voglia di lasciare la vostra spiaggia, se non per andare a visitare le altre spiagge che circondano l’isola. Ma scoprirete molti altri pregi. Fra tutti, forse il più interessante, è la sorpresa di una cucina quasi sempre al di sopra delle aspettative, in ogni parte dell’isola, e qualunque sia il vostro budget. Si dice che sia dovuto alla presenza sull’isola di alcuni tra i migliori ristoranti d’America, tra cui non si può non menzionare i ristoranti Pimms e George’s del Cap Juluca, il Santorini del CuisinArt Resort, il raffinatissimo Koal Keel e altri ancora che si contendono il primato per la raffinatezza culinaria e per la cantina tra le più fornite al mondo, con almeno altri quattro o cinque ristoranti dell’isola. Negli anni, gli chef che si sono susseguiti nei più prestigiosi ristoranti di Anguilla, hanno aperto propri ristoranti in tutta l’isola, dando vita alla più sorprendente varietà di ottimi ristoranti, di ogni livello. Persino nelle più improbabili baracche ubicate nelle zone meno turistiche dell’isola potete aspettarvi di mangiare un’ottima zuppa di pesce, un’aragosta o gli squisiti cray fish. La caratteristica migliore per il turista italiano è la combinazione della bassa stagione dell’isola con la nostra alta stagione. Il clima, perfetto tutto l’anno, è eccellente anche in estate, periodo durante il quale l’isola si svuota dai turisti americani che, tradizionalmente, affollano i Caraibi durante i mesi invernali. I prezzi si riducono fino a un terzo, rispetto a quelli dei mesi invernali, e la ridotta presenza di turisti rende tutto più piacevole, a cominciare dalla disponibilità e la gentilezza degli abitanti, già tradizionalmente molto ospitali. Se poi riuscirete a visitare Anguilla durante il tradizionale carnevale, nella prima settimana di agosto, ci sarà un extra garantito di divertimento per tutti. Info Ufficio del turismo di Anguilla tel 02.89534108 [email protected] www.anguilla-vacation.comRum Pyrat, sapori, gusto e profumi forti Il rum ha da sempre costituito una delle più fiere tradizioni nei paesi dell’America Centrale; come il vino in Francia o in Italia, ma con un carattere meno elitario e più inserito nelle radici della civiltà, il rum ha offerto, col passare degli anni, un notevole oggetto di identificazione culturale per popolazioni che vivono in un’ originaria armonia tra natura e creazione umana, ben lontana dal consueto modello occidentale. Non ultima per importanza e tradizione, l’isola di Anguilla vanta uno dei migliori rum di tutta la zona. I rum Pyrat sono miscelati e prodotti rigorosamente in loco, in un’apposita struttura cui l’Anguilla Rums sta progettando di affiancare un autentico complesso per la miscela presso Road Bay. La storiaLa produzione di rum ad Anguilla trova la sua origine remota in una storia dai poetici contorni di leggenda, una leggenda che sembra nascere dai colori e dai sapori di questi affascinanti luoghi. Si narra di un certo CJ Planter, un giovane marinaio inglese che naufragò in una non meglio precisata isola dei Caraibi, nella seconda metà dell’800. Trovatosi come al centro di un romantico racconto d’avventura, CJ Planter si lasciò trascinare dagli eventi, e presto si innamorò perdutamente di una splendida isolana, figlia illegittima, pare, di un ricco coltivatore di canna. La leggenda vuole che la ragazza fosse stata concepita in una magica notte di carnevale, nella quale l’atmosfera tersa del plenilunio era dolcemente annebbiata dagli inebrianti fumi del rum. Con il rum già nel suo destino, CJ conquistò in breve tempo la fiducia e l’affetto del vecchio coltivatore, il quale, però, morì non molto tempo dopo, in circostanze misteriose. Privo di una famiglia propria, l’uomo lasciò i suoi averi a CJ e alla moglie. Pare che a questo punto la madre della fanciulla, memore di quella lontana notte, abbia proposto alla figlia di investire i beni nella miscela di rum, di cui l’isola non aveva ancora una produzione locale. CJ e signora costruirono la prima distilleria di rum ad Anguilla, e ben presto godettero di fama e gradimento sia in Europa che in America Centrale, soprattutto tra mercanti e pirati, che iniziarono a trasportare e rivendere il prodotto per i mari di tutto il mondo.

e.roncalli

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