Ebbene sì, la mamma delle famosissime e indimenticabili sorpresine dello storico marchio italiano Mulino Bianco create più di 40 anni fa è bergamasca. Si chiama Graziella Carbone e ancora oggi la sua mente creativa continua a dare forma a sogni e idee che, negli anni Ottanta, sono diventate vere e proprie icone delle campagne promozionali di biscotti e merendine.In quelle scatolette, assemblate proprio nell'Isola bergamasca, erano custoditi piccoli doni nati dalla geniale intuizione di Graziella. Le bastava uno sguardo curioso per trasformare ciò che l'occhio catturava nella realtà in un mini gioco a misura di scatolina: osservando una meridiana, una fontana in Norvegia o semplicemente cogliendo spunto dai sogni di quella bimba che continua a vivere in lei, prendevano vita gli oggetti più strani e curiosi, capaci di unire l'intera famiglia nei momenti di gioco.La sfida di Graziella – riuscire a creare un ponte emotivo tra i consumatori e l'azienda – è stata ampiamente vinta. Il tempo passa, ma quel legame resta indissolubile.Oggi Graziella mostra il suo archivio storico, un viaggio nel tempo che riporta alla memoria spaccati di infanzia e adolescenza. In moltissime case, infatti, le sorpresine delle merendine si trasformavano in soprammobili o in oggetti colorati e curiosi da conservare gelosamente nelle bacheche. Un affetto testimoniato anche dai numeri: circa il 50% degli italiani conserva ancora questi ricordi, e l'80% custodisce persino il frutto della prima raccolta punti, l'indimenticabile coccio della colazione.Aprire quella scatolina era una magia che cominciava ancor prima di vederne il contenuto. Perché il gioco è una cosa seria per la mamma delle sorpresine, che oggi vive con profonda gioia l'emozione stampata negli sguardi di chi, grazie alle sue creazioni, recupera dalla memoria uno spaccato di vita colmo di spensieratezza.Servizio di Paola Abrate
