Alla comunità di recupero Aga di Pontirolo le stagioni non raccontano solo un cambio di clima e di abitudini, ma diventano tappe di un percorso e l'occasione per ripercorrere esperienze vissute prima che la sostanza si impadronisse di giovani esistenze. Mentre fuori il mondo accelera verso i ritmi della bella stagione, dentro la struttura si vive un tempo diverso, scandito dal lavoro su di sé e dalla ricostruzione dei legami personali. Davide, Fabio e Luca (nomi di fantasia) descrivono questa estate in comunità come un periodo denso di fatiche profonde, ma anche ricco di condivisioni, momenti di svago e relazioni umane autentiche.Se per la maggior parte delle persone l'estate è sinonimo di evasione, vacanze e leggerezza, per chi abita la comunità il perimetro resta quello, protetto e rigoroso, di un progetto ambizioso: uscire definitivamente dalla dipendenza. In questo contrasto con l'esterno, la mente torna inevitabilmente ai ricordi dei viaggi passati, a quei giorni in cui esisteva ancora una reale spensieratezza prima del buio della droga. La quotidianità estiva tra le mura dell'Aga costringe a guardarsi dentro, ad affrontare i propri silenzi e i propri errori attraverso un percorso terapeutico che esige tempo, sforzo costante e una progressiva consapevolezza. Dietro la fatica di ogni giorno, però, lo sguardo resta rivolto in avanti, verso il futuro e verso il sogno di una prossima estate da vivere finalmente liberi e senza condizionamenti.Servizio di Paola Abrate e Luca Cesni
