È una vera piaga sociale. Le truffe agli anziani sono all'ordine del giorno, tentate o spesso consumate. E il modus operandi è sempre lo stesso. Con una matrice comune che arriva da Napoli dove una associazione a delinquere ha il cuore e opera da remoto, Finti carabinieri in videochiamata con le malcapitate vittime. Ma il vero up grade sta nel fatto che ora la parte in presenza è subappaltata a ragazzini spediti al nord con blitz mirati e giornalieri. Ragazzi, per lo più stranieri disperati, quindi allettati dal soldo facile, che sono assoldati e mandati allo sbaraglio. E sono due di questi che sono stati arrestati dai Carabinieri ieri per due truffe fotocopia. Una consumata e l'altra sventata. In tribunale, processati per direttissima dopo l'arresto in flagranza, i due hanno spiegato il modus operandi e se la sono cavata con il divieto di dimora in Bergamo e Provincia. Per il primo, tunisino e clandestino, è scattata però almeno l'espulsione. Il secondo, residente a Napoli non potrà più entrare in provincia di Bergamo, ma nelle altre si. I carabinieri sono stati velocissimi a raccogliere alcune segnalazioni di tentativi di truffa in corso a Bergamo, ieri mattina, nella zona di Via 24 maggio, via 4 novembre e via Diaz. Hanno qundi setacciato la zona fino a trovare un giovane sospetto che si aggirava sotto ad un condominio, al telefono. Era colui che doveva attendere il segnale per salire da una anziana a recuperare i gioielli messi in un sacchetto, 20 mila euro di monili. Il giovane dice di avere ricevuto l'incarico e un telefono, la posizione della casa e il nome della vittima prima di partite da Napoli. E così ha fatto ma è stato arrestato ed ha indicato ai carabinieri il nome della donna da cui li aveva appena presi. I Carabinieri, quelli veri, in casa hanno trovato la donna ancora in videochiamata con i due finti marescialli che hanno attaccato appena hanno capito. La seconda truffa a Torre De Roveri, sventata però dalla anziana che si è ravveduta e all'ultimo non ha mollato il sacchetto con i monili. La scusa, una finta rapina quindi i gioielli dovevano essere controllati e poi restituiti. Vittime quotidiane di gente molto credibile e senza scupoli. Non fidatevi mai di chi, anche in divisa, vi chiede denaro o monili. Sono sempre solo truffe. Attaccate il telefono e non aprite la porta. Il servizio di Simona Befani.
