Cosa succede sotto «Il cielo di Bagdad»? Paesaggi sonori malinconici avvolti da atmosfere musicali variopinte. Il gruppo casertano «Il cielo di Bagdad» si esibirà stasera alle 22.30 al Castello Colleoni di Solza per chiudere la stagione di Neverland.
La band è melodia dolce che accelera in ritmi dai timbri accessi, per poi riposare e riprendere la sua corsa. Loro sono così, un gruppo di amici legati dall’amore per la musica, spesso in giro su un pulmino dalla carrozzeria pastello per viaggi onirici e metaforici alla ricerca della pace e serenità perdute. Era il 2004. Sotto il sole campano il gruppo si dà un nome. «Bagdad è la metafora di questi anni di guerra… Oggi siamo tutti in guerra. Cercavamo un nome con un orizzonte lontano, con una sua natura precisa, con dei contrasti interni che ispirassero speranza, leggerezza, un cielo aperto dove potessero aleggiare suoni morbidi ed esplosioni rabbiose.
Eccolo qui il cielo di Bagdad», spiegano i musicisti. Colori, allegria contagiosa e immaginazione sono espressi nel singolo «La la, la, la, ok», in onda su MTV New generation. Anticipazione del nuovo doppio Ep «Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok», uscirà prima dell’estate prodotto in collaborazione con Neverlab. Due lavori discografici alle spalle, la loro musica è insieme di digressioni in più generi e alternanze. Suoni antichi da carillon si modulano ad arrangiamenti folk e a rock moderno, nord europeo. Ad anticiparli la compattezza sonora intrecciata a campionamenti del rock crepuscolare dei Verbal. Ingresso gratuito.
Daniela Morandi