Thriller teso e notturno che scava nelle zone grigie del crimine e della morale. Al centro della storia c’è Davis (Chris Hemsworth), un ladro metodico e invisibile, maestro di colpi impeccabili che da anni lasciano la polizia senza tracce. Freddo, calcolatore, convinto di poter controllare ogni variabile, Davis prepara quello che dovrebbe essere il colpo definitivo: l’ultimo, quello che gli permetterà di sparire. Il piano, però, si incrina quando entra in scena Sharon (Halle Berry), un’assicuratrice disillusa e brillante, trascinata suo malgrado in un’alleanza ambigua. Tra i due nasce un rapporto fatto di diffidenza, attrazione e necessità, in cui nessuno dice mai tutta la verità e ogni scelta ha un doppio fondo. A rendere il quadro ancora più instabile c’è Orman (Barry Keoghan), un rivale imprevedibile e brutale, disposto a forzare le regole e a spingere la violenza oltre ogni limite. La sua presenza trasforma il colpo in una corsa contro il tempo, dove l’errore non è contemplato. Intanto, sulle loro tracce, si muove il tenente Lubesnik (Mark Ruffalo), investigatore ostinato e intuitivo, sempre più vicino a ricomporre il mosaico. Con l’avvicinarsi del furto multimilionario, la distanza tra chi insegue e chi fugge si assottiglia fino a diventare impercettibile. Quando tutto converge, ciascun personaggio è costretto a fare i conti con il prezzo delle proprie scelte. Crime 101 diventa così una storia di inevitabilità e destino, in cui il crimine non è solo un mestiere, ma una strada senza uscita — e il confine tra controllo e caos si dissolve, lasciando tutti oltre il punto di non ritorno.