
Enzo (Eloy Pohu) ha sedici anni e proviene da una famiglia benestante. Cresciuto in una villa borghese a La Ciotat, tranquilla cittadina balneare nei pressi di Marsiglia, vive sotto il peso delle aspettative paterne, che lo vorrebbero proiettato verso un brillante futuro accademico. Ma la sua quotidianità è segnata da un ambiente familiare caotico e opprimente, da cui sente il bisogno di fuggire. Contro ogni previsione, Enzo decide di seguire una strada tutta sua: lascia gli studi e inizia un apprendistato come muratore. Nei cantieri della provincia, tra polvere e fatica, lontano dal comfort della sua casa, entra in contatto con un mondo nuovo, più ruvido ma anche più reale. È lì che incontra Vlad (Maksym Slivinskyi), operaio ucraino più grande di lui, carismatico e taciturno. Tra i due nasce un’amicizia intensa e silenziosa, fatta di sguardi, gesti e complicità. Vlad diventa per Enzo una figura ambigua e affascinante, un modello alternativo che gli mostra un modo diverso di stare al mondo — più diretto, più vero, lontano dalle convenzioni e dalle etichette. Attraverso questa relazione e l’esperienza fisica del lavoro, Enzo inizia un percorso di crescita e trasformazione. Un racconto di formazione che scava nel conflitto tra ciò che ci viene imposto e ciò che scegliamo di essere, tra il senso di appartenenza e il bisogno profondo di libertà, identità e autodeterminazione.