Tra Roma e Tangeri, due luoghi lontani e speculari, una vacanza diventa il punto di frattura di equilibri solo in apparenza stabili. Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone) sono una coppia affermata ma logorata da una stanchezza emotiva che le parole non riescono più a nominare. Insieme agli amici Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria) e alla giovane Vittoria (Margherita Pantaleo), partono in cerca di una pausa che assomigli a un nuovo inizio. Ma il viaggio, invece di chiarire, scava. Porta a galla silenzi accumulati, desideri mai confessati, verità lasciate in sospeso. Gli sguardi tradiscono, i ruoli vacillano, i legami iniziano a ridefinirsi, costringendo il gruppo a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato. L’arrivo di Blu (Beatrice Savignani), giovane studentessa di Carlo, introduce una tensione inattesa: la sua presenza incrina le certezze degli adulti, fa cadere le maschere e accende un doppio triangolo affettivo che trascina tutti verso un punto di non ritorno. Nel caldo immobile del Marocco, le fragilità emergono senza difese: l’amore si confonde con la paura, il controllo con il bisogno, la lucidità con la rinuncia. Attraverso lo sguardo di Elisa, narratrice silenziosa e ferita, il film indaga la distanza tra ciò che si desidera e ciò che si riesce davvero a vivere. Perché basta una crepa minuscola per far crollare tutto, e forse non conosciamo mai davvero chi abbiamo accanto, nemmeno quando lo chiamiamo amore.