Wider than the sky

Il film diretto da Valerio Jalongo mette in dialogo due mondi solo in apparenza lontani: una compagnia di danza contemporanea e un centro di robotica d’avanguardia. Da un lato, la troupe della coreografa Sasha Waltz, dove i danzatori allenano il corpo a pensarsi come parte di un organismo unico; dall’altro, i laboratori dell’ETH di Zurigo, in cui robot umanoidi guidati dall’intelligenza artificiale imparano a coordinarsi, passo dopo passo, come una collettività artificiale. Il documentario segue un filo concettuale preciso: l’idea di intelligenza collettiva, osservata tanto nei corpi umani quanto nelle macchine, come possibilità concreta del nostro futuro. Girato in oltre dieci città tra Europa, Stati Uniti e Giappone, il film attraversa sale prove, spazi performativi e laboratori scientifici, intrecciando provini di danza, esperimenti tecnologici e riflessioni teoriche. Neuroscienziati, filosofi, artisti e ingegneri dialogano con robot umanoidi per interrogarsi su ciò che distingue — o forse unisce — l’intelligenza umana a quella artificiale. Jalongo evita facili allarmismi e semplificazioni mediatiche, scegliendo invece di umanizzare la tecnologia e di raccontarla come uno strumento da abitare con empatia, responsabilità e immaginazione. La domanda che attraversa tutto il film resta aperta e radicale: è possibile trasferire il cuore del cervello umano nelle macchine? E, soprattutto, se l’intelligenza artificiale potrà mai provare emozioni, o se il suo destino sarà quello di imitarle, riflettendo — come uno specchio — ciò che siamo.

Informazioni

Regia

Valerio Jalongo

Genere

Documentario

Anno

0

Dove vederlo oggi

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