Carpi da non snobbare prima del tour de force

Carpi da non snobbare
prima del tour de force

È di nuovo campionato, l’Atalanta è attesa dal match al Comunale contro il Carpi di domenica (ore 15) - momentaneo addio allo spezzatino di date e orari - e il pensiero va alla splendida vittoria contro la Sampdoria per 2-1. Sì, dopo c’è stato il ko per 3-0 di Firenze, ma ci ricordiamo bene come è stato determinato (rigore per i viola ed espulsione per i nerazzurri nei primi minuti), per cui è legittimo pensare che i bergamaschi possano dimenticare l’incidente di percorso in terra toscana e riallinearsi al rendimento delle prime sei giornate.

Il Comunale è ridiventato un punto di forza dell’Atalanta che in casa ha conquistato due vittorie (contro Frosinone e Sampdoria) ed è stata frenata sul pareggio soltanto dal Verona che ha pareggiato nel recupero. Contro il Carpi si esaurirà la prima tranche di campionato definita favorevole all’Atalanta, non è esattamente così perché i bergamaschi hanno dovuto scontrarsi contro la prima e la seconda della classe (Fiorentina e Inter), ma è indubbio che, dopo il Carpi, il calendario sarà molto più duro: quattro trasferte in sei turni (due impossibili, contro Juventus e Roma, una dura, contro il Milan, e una comunque delicata a Bologna) e due match in casa contro avversari non malleabili come Lazio e Torino.

Ecco quindi che il duello contro il Carpi è da considerare molto importante perché, se vinto, potrebbe consentire all’Atalanta di tuffarsi nel tour de force in una posizione invidiabile: sarebbero 14 punti in otto giornate, ovvero orbita Europa League. Un pareggio manterrebbe i nerazzurri nella parte sinistra della classifica, mentre una resa ridimensionerebbe un po’ i bergamaschi. Le stesse parole durante la sosta di mister Reja («Dobbiamo assolutamente vincere», come se fosse uno scontro salvezza decisivo), danno l’idea di come il tecnico friulano consideri vitale il prossimo appuntamento.

Un Reja che è convinto delle potenzialità della squadra e che giustamente vuole sempre di più. Ci piace la sua ambizione, il suo spronare i giocatori a garantire il massimo rendimento e a eliminare le lacune. Che sono da individuare principalmente nella mancanza d’incisività della manovra offensiva e nella non inesorabilità in fase di concretizzazione. Reja ha individuato uno schieramento base e l’ha variato soltanto quando è stato costretto per infortuni o squalifiche e c’è da prevedere che continuerà sulla medesima falsariga per oliare ancor di più i meccanismi del motore nerazzurro.

Anche perché prima della sosta la squadra aveva denotato una grande vitalità atletica che presumibilmente potrà essere replicata ancora con maggior forza visto che lo stop del campionato ha regalato riposo ai giocatori più spremuti. Stavolta ci sarà da sostituire in difesa lo squalificato Paletta e saranno Stendardo e Cherubin a contendersi un ruolo di centrale accanto a Toloi, mentre in attacco ci sarà il rientro di Pinilla accanto a Moralez e Gomez. Le maggiori incognite, come sempre, sul ruolo di terzino destro. Non c’è un titolare fisso e ci sono diverse alternative. Vedremo se ci sarà una possibilità dal 1’ per il giovane Conti o per l’esperto Raimondi in sostituzione di Masiello o Bellini. Quanto al centrocampo, c’è sempre da considerare l’opzione Cigarini: Reja sta insistendo su Grassi-de Roon-Kurtic, ma crediamo che una chance a Ciga la concederà presto.

Non scordiamoci però del rivitalizzato Carpi. La neopromossa ha centrato la vittoria nell’ultimo turno che è coinciso con la prima panchina di mister Sannino dopo l’esonero di Castori e a cadere è stato il Torino che aveva dimostrato di essere tra le compagini più forti del campionato. Se pensiamo che il team emiliano - quartultimo - si è già scontrato con Inter, Fiorentina, Napoli e Roma, i suoi 5 punti non sono così miseri. Sannino si presenterà con un 3-5-2 e con l’obiettivo di dare maggiore solidità alla difesa, il reparto più perforato della serie A con già 16 gol sul groppone. Da segnalare che nel Carpi c’è il 30enne bergamasco ed ex atalantino Lazzari che potrebbe giocare da regista arretrato. E attenzione a Borriello, la «stella» della squadra che ha 33 anni, sembra legnoso, ma non ha perso il vizietto del gol e ne ha già infilati due nel campionato in corso.


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