Bisogna crederci? Sì, e per più di un  motivo

Bisogna crederci?
Sì, e per più di un motivo

Ottimismo, anche se con un po’ di realismo: c’è ben più di un motivo per non escludere un colpaccio dell’Atalanta domenica allo stadio Comunale contro il Napoli, una grande del campionato, seconda della classe (a braccetto con la Fiorentina e a -4 dall’Inter battistrada) e tra le favorite per conquistare lo scudetto.

Ecco, in ordine sparso, perché l’Atalanta può tentare di vincere. Perché sono addirittura dodici partite (includendo anche la Coppa Italia) che la squadra nerazzurra alterna prestazioni positive e persino straordinarie (coincise sempre con vittorie, a esclusione dello 0-0 di San Siro contro il Milan) a prestazioni negative che sconfinano pure nel disastroso (e ha sempre perso). E visto che domenica scorsa i bergamaschi, zavorrati dalle espulsioni di Cherubin e Kurtic, sono finiti malamente ko a Verona contro il Chievo, dovrebbe essere il turno di una domenica spettacolare.

Perché le parole durante la conferenza stampa della vigilia di mister Reja sono state eloquenti Un allenatore si esprime così, «Niente è impossibile per l’Atalanta, dobbiamo crederci anche contro una squadra forte come il Napoli», se evidentemente ha quasi la garanzia che i giocatori non deluderanno, almeno sul piano del carattere e della determinazione. Finora, dopo una sberla, c’è sempre stata una reazione decisa e tanto più il crollo è stato perentorio, più il riscatto è stato entusiasmante. Ci si ricollega così al discorso precedente.

Perché l’Atalanta in casa sta sfoderando un rendimento da big, come ha riconosciuto mister Sarri: cinque vittorie, un pareggio e una resa (contro il Torino). Senza scordare la solidità difensiva: al Comunale i nerazzurri hanno incassato 4 gol, si tratta della difesa meno perforata del campionato in campo interno (record in condominio con l’Inter), il che dovrebbe rappresentare un buon deterrente contro l’attaccante più forte della serie A, ovvero il capocannoniere Higuain. Con il supporto del pubblico amico i giocatori bergamaschi si esaltano ed esprimono un gioco da grande squadra.

Perché il Napoli per tradizione soffre tremendamente le trasferte di Bergamo: in serie A il bilancio è di 19 vittorie atalantine, 18 pareggi e soltanto 7 vittorie dei partenopei che al Comunale non prevalgono dal gennaio 2010 (2-0 firmato da Quagliarella e Pazienza) e che nel febbraio 2014 sono incappati in una batosta per 3-0 (bis di Denis e Moralez). Nello scorso campionato, si è concretizzato un rocambolesco 1-1 con gol di Denis - che dunque è sovente implacabile quando sfida il team azzurro - e pareggio di Higuain nello scoppiettante finale. Nel 2004 il Napoli, allora con Reja al timone, perse addirittura contro l’AlbinoLeffe in serie B a Bergamo....

Un po’ di realismo, infine. Il Napoli ha frenato perdendo seccamente a Bologna e pareggiando in casa contro la Roma, ma sta disputando un grande campionato dopo i tentennamenti nelle prime giornate e nel suo cammino ha piegato Juventus, Fiorentina, Milan e Inter. Mister Sarri ha regalato alla squadra un gioco efficace e spettacolare e, quando i partenopei sono concentrati, sono dolori per tutti con un Higuain velenosissimo. E dal momento che devono accelerare per tentare di recuperare terreno dall’Inter sono doppiamente pericolosi. L’Atalanta può sì puntare alla vittoria - giocando al 100% e non commettendo errori in difesa -, ma dovrà stare anche molto attenta perché se i tenori del Napoli saranno in vena c’è il rischio anche d’incappare in una batosta pesante.


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