Ha da passà ’a nuttata Ci vuole pazienza

Ha da passà ’a nuttata
Ci vuole pazienza

«Ha da passà ’a nuttata». È napoletano, ma rende perfettamente l’idea della situazione attuale in casa atalantina. Sei giornate senza una vittoria stanno diventando un fardello pesante e, anche se ci sono stati due pareggi di fila a ridare un po’ di fiducia dopo i quattro ko consecutivi, la classifica ne sta risentendo un po’.

Si è traslocato da sinistra a destra, l’Atalanta era avvolta dal profumo inebriante di Europa League, ora aleggia nell’aria un deodorante anonimo. Come anonima è diventata la classifica: undicesima posizione con 26 punti a braccetto con Torino e Bologna, a -1 dal Chievo decimo e a +8 dal Carpi terzultimo. Anonima pensando al rendimento baldanzoso ormai perso, ma ancora positiva - e non ci stanchiamo di ripeterlo - perché l’area retrocessione è ben distante: il Verona (10) è già spacciato, il Frosinone (16) ha confermato sabato di essere decisamente mediocre nel giorno in cui doveva dare più del massimo per rilanciarsi e c’è pure il Carpi (18) che è inguaiato, ma la neopromossa emiliana merita considerazione perché ha raggranellato 8 punti in 4 giornate, corre a un ritmo forsennato e non molla sul piano mentale, l’ha dimostrato rimontando a San Siro al 92’ con un giocatore in meno.

Era da tanto che non parlavamo di lotta per non retrocedere, abbiamo ritirato fuori il discorso non per essere pessimisti ma semplicemente per fare il punto della situazione. A preoccupare un po’ non sono tanto le prospettive a lunga scadenza (non crediamo che l’Atalanta avrà problemi per salvarsi), ma la situazione contingente del momento che qualche legittimo dubbio lo suscita. Ecco il senso di «ha da passà ’a nuttata». L’Atalanta si è infilata in un tunnel di risultati negativi, nel frattempo è scattato il calciomercato con il club nerazzurro che si è tuffato in molte trattative e la squadra probabilmente si è destabilizzata un po’ (eloquenti le parole di Reja: «Il calciomercato mi ha rotto le scatole»). Inoltre ci sono giocatori infortunati (Pinilla in primis) e diverse squalifiche non hanno aiutato. Se aggiungiamo che il tecnico goriziano, per tamponare l’emergenza, ha cambiato modulo, con le conseguenze del caso (Gomez, il calciatore nerazzurro più forte, ha dovuto mutare gioco), il quadro atalantino che ne deriva non può che essere nebuloso e lo si è visto nello 0-0 di Frosinone.

Pensiamo che i tifosi dovranno pazientare un po’ per rivedere un’Atalanta solida ed efficace. Per la verità già contro l’Inter si sono registrate note positive, però tecnicamente la squadra bergamasca ha perso Moralez e Grassi e non si sono ancora visti sul campo i loro sostituti. Sulle doti tecniche di Diamanti nessuno dubita, ma la sua condizione fisica non è ancora ottimale, Freuler e Djimsiti devono integrarsi nel calcio italiano e c’è curiosità pure per il 28enne Gakpé, esterno d’attacco, che ha segnato 3 gol in 13 partite nelle file del Genoa, ma è un giocatore ancora da scoprire. E non è finita, perché dovrebbero approdare a Bergamo anche un centravanti e un centrocampista, nella speranza che non sia commesso il grave errore di cedere Cigarini. Ecco perché Reja dovrà ancora tamponare e lavorare molto sulla nuova identità della squadra. Sabato contro il Sassuolo al Comunale sarà dura.


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