Luca Percassi da Campedelli per il «patto del prosciutto»
Rolando Maran

Luca Percassi da Campedelli
per il «patto del prosciutto»

Lo chiameremo il «patto del prosciutto», giusto per evitare di chiamarlo «patto dell’insalata»: suonerebbe male. Venerdì a pranzo, a Veronello (dove si allena il Chievo), si sono incontrati Luca Campedelli, presidente del Chievo, e Luca Percassi, a.d. dell’Atalanta, amici da anni perché spesso soci di strategia in Lega. Menù prosciutto e insalata, all’ordine del giorno come liberare Rolando Maran, mister del Chievo che s’è promesso all’Atalanta.

In meno di due ore le parti hanno praticamente trovato la soluzione, perché alla fine un accordo (economico) lo si trova sempre. Maran ha il contratto con me, ma vuol venire da te. Io lo libero ma tu mi indennizzi, prendendo un giocatore che sopra-valutiamo. Nei prossimi giorni l’accordo dovrebbe essere definito nei dettagli, nel frattempo Edy Reja aspetta e si guarda in giro: potrebbe anche andare al Chievo. Comunque entro fine settimana Rolando Maran per il meccanismo sopra descritto (e a meno di grandi sorprese) sarà il nuovo tecnico dell’Atalanta.

Niente di nuovo. Nel 2007 l’Atalanta aveva da poco allungato di un anno il contratto a Colantuono quando il tecnico chiese di essere liberato per andare al Palermo. A Bergamo lo prendemmo come un tradimento, Ivan Ruggeri lo trasformò in un’opportunità. E Zamparini per «liberare» Colantuono prese Migliaccio pagando all’Atalanta 5 milioni. Indennizzo compreso. Adesso dovrebbe succedere con il portiere argentino Albano Bizzarri, 39 anni, uomo di fiducia di Maran. Sì, l’Atalanta lo pagherà bene. Per liberare il mister.

Già, l’allenatore. Vogliamo parlare di Maran? Facciamolo argomentando di calcio. Nessun pregiudizio, nessuna difesa d’ufficio. Precisiamo che Maran da un lato è una scelta «comoda» per la società, perché allena quel che gli metti a disposizione. Ma dall’altro è pericolosissimo per il club: sarà difficile imputargli grandi responsabilità, dato che è un tecnico che s’adegua ai giocatori di cui dispone. Restiamo agli anni recenti: Maran a Varese, in B, giocava un 4-4-2 pulito ed efficace. Poi a Catania ecco il 4-3-3, con Barrientos, Bergessio e Gomez in attacco. E con Lodi in regia. Infine il Chievo: 4-3-1-2, con un mediano basso, niente regista e punte brave a difendere. Diciamolo: se gli dai Hetemaj, Maran gioca per gli Hetemaj. Se gli dai Barrientos e Gomez, allora gioca per Barrientos e Gomez. Con le capre sali ai pascoli, con i delfini vai al mare.

Alzino le antenne, i Percassi e Sartori: Maran più di quasi tutti valorizza quel che gli metti a disposizione. Da settembre le responsabilità saranno più di chi avrà fatto la squadra, rispetto a chi la dovrà allenare.


pietroserina
Pietro Serina

Classe 1961, collaboratore de L’Eco di Bergamo dal 1976 per il calcio provinciale, poi è diventato redattore, caposervizio e dal 2011 inviato al seguito dell’Atalanta. Autore di tre volumi dedicati alla storia del club nerazzurro (La storia dell’Atalanta, 2007 e 2017), è ideatore della collana di almanacchi dedicata al calcio bergamasco e l’autore dei primi 30 volumi (1984-2014). Scrive di Atalanta per L’Eco di Bergamo ininterrottamente dal 1987.

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