Aspettiamo Sartori il «cobra» del mercato

Aspettiamo Sartori
il «cobra» del mercato

Gli addetti ai lavori lo chiamano «cobra». Giovanni Sartori di regola aspetta il momento giusto, arriva in silenzio e colpisce, freddo e rapido.

L’uomo vede, allo stadio, circa 180 partite a stagione. Sono 15 al mese, quattro la settimana considerata la pausa estiva. Beh, avrà pur trovato qualcuno che va bene per l’Atalanta, è la battuta degli scettici. E, in effetti, è adesso che gli atalantini aspettano Sartori. Il d.t. arrivando a Bergamo aveva due compiti: da un lato garantire competitività alla squadra, dall’altro avviare una nuova politica di mini-investimenti internazionali: compro oggi a uno quel che valorizzo e tra qualche anno rivenderò a cinque. In piccolo, la via seguita dell’Udinese.

Questa politica è cominciata: De Roon, Monachello e Radunovic rientrano in questa strategia: 23, 21 e 19 anni, 2,5 milioni per tre cartellini, il tempo ci dirà quanto sono state scelte felici. Per il momento giusto fidarsi, queste sono operazioni che giudichi dopo anni, non in pochi mesi.

La prima parte del suo incarico, invece, Sartori la dovrà concretizzare nelle prossime tre settimane. Perché preso Kurtic, da tempo pallino dei Percassi, adesso all’Atalanta mancano due difensori centrali di livello e, se proprio Sartori vuol fare un capolavoro, una prima punta che offra garanzie da affiancare a Pinilla. Giocatore straordinario, ma non da 38 partite. Ovviamente bisognerebbe trovare prima una sistemazione adeguata a German Denis. Che per l’Atalanta è «incedibile», e lo resterà fino all’occasione giusta. Se non arriva, viva Denis. Comunque una mano la potrà dare, facendo i suoi gol.

Ma a prescindere dagli intrighi dell’attacco, è chiaro che per completare questa Atalanta adesso la priorità è un’altra: servono due difensori centrali. Due titolari veri. Ne serviva uno da mettere con Benalouane, ceduto Benalouane ora ne servono due. Certo che poi in realtà giocherà ancora Stendardo, che a fine campionato conterà comunque le sue partite, dando un suo contributo. Ma i difensori centrali da prendere devono essere due e di alto livello. Almeno uno che conosca il calcio italiano e con una preparazione adeguata, quindi pronto a giocare subito. L’altro magari al quale concedere il tempo di ambientarsi, ma non un ragazzino di prospettiva. Un giocatore pronto.

Dove andarli a prendere Sartori lo decida con la totale libertà che i Percassi gli hanno concesso. Ma li vada a prendere. Certo, le occasioni arrivano spesso a fine mercato e bisogna avere i nervi saldi. Ma il campionato è alle porte e la difesa aspetta rinforzi da maggio.

Postilla. Sartori potrebbe fare ancora di più, e allora il suo mercato diventerebbe un capolavoro. Ai due difensori da portare a Bergamo e alla sostituzione di Denis con «mister X» in attacco, il d.t. dovrebbe aggiungere sei cessioni. Perché Canini, Cazzola e Marilungo ora sono in attesa di una sistemazione, e Del Grosso (o Brivio), Giorgi e Boakye sono in organico, ma per arrivare a 25 giocatori. Chiaro che i contratti vanno rispettati (nessuna delle parti è stata obbligata a sottoscriverli) e la volontà dei calciatori è sacrosanta, ma sei giocatori di questo livello valgono circa 3,5 milioni (lordi) di stipendi. Giusto i soldi che servono per mettere nel gruppo un big.

Bene: Bergamo aspetta il «cobra». Buon lavoro direttore.


pietroserina
Pietro Serina

Classe 1961, collaboratore de L’Eco di Bergamo dal 1976 per il calcio provinciale, poi è diventato redattore, caposervizio e dal 2011 inviato al seguito dell’Atalanta. Autore di tre volumi dedicati alla storia del club nerazzurro (La storia dell’Atalanta, 2007 e 2017), è ideatore della collana di almanacchi dedicata al calcio bergamasco e l’autore dei primi 30 volumi (1984-2014). Scrive di Atalanta per L’Eco di Bergamo ininterrottamente dal 1987.

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