Trittico ravvicinato per capire il futuro
Alberto Paloschi

Trittico ravvicinato
per capire il futuro

Tre giornate per decifrare già il futuro. Sì, sono tre giornate che potrebbero dirci quale sarà la strada dell’Atalanta in campionato: se è destinata a lottare per la salvezza o se invece sarà nelle condizioni di giocarsi una posizione serena di centroclassifica.

Naturalmente potrebbe anche non essere così, siamo ancora nella prima fase del campionato, con squadra e gioco in costruzione e i risultati magari saranno ingannevoli, ma sfidare in una settimana le due maggiori candidate alla retrocessione, Palermo e Crotone, e una neopromossa che sembra un gradino più su, ma che sta stentando, ovvero il Cagliari, rappresenta un incrocio fondamentale del campionato. Da sfruttare al massimo.

Dopo le prime tre giornate contro avversarie di medio-alta classifica con sogni da Europa League, una partenza traumatica ed essersi sbloccati contro il Torino conquistando i primi tre punti, è naturale pensare che i nerazzurri tenteranno nel prossimo trittico ravvicinato di centrare l’en plein. Senza drogarsi con le tabelle di marcia, è evidente che già raggranellare 7 punti sarebbe l’ideale: per l’Atalanta vorrebbe dire non perdere mai, aumentando l’autostima, balzare lontano da chi è nei guai e dimostrare di essere superiore alle dirette concorrenti nella speranza che non siano più tali a breve.

Se i bergamaschi saranno in grado di centrare il loro obiettivo non lo sappiamo, ma sulla carta - a esclusione della trasferta in Sardegna - anche un’Atalanta non al 100% la consideriamo superiore a Palermo e Crotone. Intanto c’è da pensare al Cagliari che, sempre in linea teorica, è il rivale più ostico del trio. Rientrato in serie A dopo un solo anno di purgatorio nella cadetteria, il club sardo del presidente Giulini e di mister Rastelli (allenatore della promozione dalla B ed esordiente nella massima serie) si è attrezzato per non soffrire troppo puntando in primis su diversi elementi d’esperienza (tra i quali Padoin), ma per il momento ha incamerato appena un punticino, in casa in virtù della clamorosa rimonta sulla Roma, perdendo in trasferta contro Genoa e Bologna.

C’è da dire che il Cagliari è molto sfortunato a livello di infortuni: Ionita doveva essere un faro del centrocampo e lo rivedremo soltanto nel 2017 per una frattura a un perone e contro l’Atalanta non ci sarà nemmeno Farias, ancora ai box, mentre il portiere Storari è squalificato. Nel 4-3-1-2 di Rastelli il tandem d’attacco sarà formato da Sau e dall’ex atalantino Borriello (già autore di due reti) e, se non recupererà Joao Pedro, alle loro spalle giocherà Barella, tanto per rimanere in ambito infermieristico.... Giocare a Cagliari non è mai facile e il presidente Giulini venerdì ha acceso la miccia invitando i tifosi sardi a dare il loro sostegno («che il Sant’Elia sia una bolgia») in una partita, quella con l’Atalanta, considerata basilare per rilanciarsi.

Sarà un duello senza molti tatticismi, considerato che Gasperini se la gioca sempre e alla vigilia ha sottolineato l’esigenza di un’inversione di rotta anche in trasferta. Tra l’altro Cagliari e Atalanta sono, insieme al Milan, le squadre con le difese più bucherellate del torneo (7 gol al passivo), per cui non dovrebbero mancare le emozioni. Prevedere le mosse dell’allenatore nerazzurro è praticamente impossibile. Gasperini ci ha ormai abituato a cambiare di continuo moduli e giocatori e a Cagliari avrà ancora l’imbarazzo della scelta perché ha quasi tutti i giocatori a disposizione. Le due previsioni che ci concediamo è che non dovrebbe esserci turnover perché non avrebbe molto senso farlo nella prima partita del trittico e che in teoria - giocando il Cagliari con il 4-3-1-2 - è probabile che sia rispolverata la difesa a tre.

C’è curiosità per vedere chi sarà il centravanti titolare - diamo Paloschi favorito su Pinilla -, ma - a prescindere di chi giocherà - confidiamo che il reparto si sblocchi finalmente in fase realizzativa, mentre in porta si va verso l’esordio in nerazzurro di Berisha perché Sportiello, protagonista di una partenza tentennante in campionato (ha precise responsabilità su almeno tre dei sette gol incassati dall’Atalanta), ha il mal di schiena. Se sia un problema fisico reale o se invece sia un malanno «diplomatico» per dare meno risalto mediatico al cambio tra i pali (si sa che nel calcio le cose vanno sovente così, non c’è da scandalizzarsi), lo scopriremo, intanto buone parate al portiere albanese, se effettivamente giocherà.

Quanto alla difesa, il modulo a quattro si è rivelato molto solido per contrastare il tridente del Torino. E ha anche esaltato i singoli. È vero che il Cagliari gioca in modo diverso, ma le squadre - come le case - si costruiscono dalle fondamenta e se un reparto gioca così bene e dà sicurezza al collettivo sarebbe un peccato cambiarlo di nuovo.


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