Un rigore che c’era ma che va spiegato

Un rigore che c’era
ma che va spiegato

Quanta disarmante confusione, a proposito del rigore concesso sabato all’Atalanta. Il tecnico del Sassuolo, Di Francesco, l’ha definito «…un rigore assurdo.

Ci sono episodi in cui ci può essere il dubbio, ma in questo caso era palese». E poi, a freddo, anche molti operatori dell’informazione (purtroppo) hanno espresso giudizi che evidenziano gravi lacune nella conoscenza del regolamento. E allora proviamo a spiegare cos’è successo. Prima questione: dove va la palla, sulla quale è arrivato in anticipo Antei che l’ha allontanata, non conta niente. Per regolamento è sufficiente che la palla sia in gioco, «attiva». Non si tratta di un’azione di fuorigioco (aspetti dove va la palla prima di fischiare), o di concedere il vantaggio (aspetti di capire se l’azione si concretizza). No, qui si deve giudicare un fallo di gioco. Esempio facile facile: durante Chievo-Atalanta 1-0 la testata di Cherubin a Paloschi è avvenuta a palla lontana. Ma era in gioco, quindi il fallo dell’atalantino è stato punito col rigore.

Per stabilire se era o non era rigore ci dobbiamo quindi limitare allo scontro tra Consigli e Kurtic. Ci sono due tesi a confronto. Chi dice che il portiere in uscita non si può dissolvere e chi sostiene che il portiere in uscita comunque non può franare addosso all’avversario. L’arbitro d’area Rocchi ha giudicato scomposta l’uscita di Consigli su Kurtic, quindi ha indotto Gavillucci ad assegnare il rigore all’Atalanta. E solo ammonizione a Consigli perché sulla palla era arrivato in anticipo Antei. Altrimenti il cartellino sarebbe stato rosso.

Se invece si ritiene che Kurtic abbia simulato, andando lui addosso al portiere, ammonizione a Kurtic e punizione per il Sassuolo. Questo dice il regolamento, chiaro che la decisione da prendere era al limite, Ci stava il rigore, ci stava di non concederlo. Ma non si tratta di un episodio «chiarissimo» perché l’anticipo di Antei non conta.

Piuttosto il Sassuolo è stato penalizzato dalla segnalazione del secondo guardalinee Carbone, che a inizio partita (6’) ha fatto annullare per fuorigioco un gol di Berardi, in realtà tenuto in gioco da un piede di Dramé. Il guardalinee lo doveva vedere perché era in linea, al Sassuolo è andata male. E l’Atalanta, invece, è stata fortunata. A decisioni invertite, partita persa. Ne terremo conto quando capiteranno episodi contrari. Proveremo a giudicare tutto con serenità. E senza mai prescindere dal regolamento. Perché è quello che traccia la via in modo chiaro. È sempre il caso di consultarlo, e di consultarsi con esperti, prima di sparare sugli arbitri.

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