«Con la Brembo ora vivo in Cina»
Paolo Zambelli con la famiglia

«Con la Brembo
ora vivo in Cina»

Quando a 19 anni intraprese gli studi di Ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università di Pavia, Paolo Zambelli, classe 1974, aveva già chiaro che il mondo avrebbe voluto conoscerlo viaggiando e magari soggiornando in qualcuno dei suoi immensi spazi, non solo dargli un’occhiata con vacanze estive mordi e fuggi.

Dopo la discussione della tesi e il servizio militare, nel 2001 entra in Brembo assunto come responsabile per la sicurezza ambientale della fonderia di Mapello. Sono passati quindici anni e Zambelli si occupa ancora di fonderie, però come dirigente a 8.800 chilometri di distanza: a Nanchino, Cina, dove ricopre il ruolo di direttore di stabilimento ormai da sei anni. Con lui, la moglie Francesca, originaria di Curno e i figli, Ludovico, 9 anni, e Cecilia, 6.

«Per raccontare la mia storia di bergamasco senza confini devo fare un salto indietro di 12 anni. Nel 2004 l’azienda mi chiese di trasferirmi a Dabrowa, Polonia, dove si stava inaugurando un sito produttivo che al momento è il più grande che abbiamo, con milioni di dischi prodotti ogni anno. Conservo un bellissimo ricordo della prima linea: erano ragazzi della mia età e, a forza di stare insieme, avevano imparato l’italiano. Io sono pigro con le lingue e ho rinunciato da subito a dominare il polacco: troppe consonanti una dietro l’altra».

Un periodo ricco anche sul fronte personale: a gennaio 2007 nasce Ludovico, e Paolo decide che è ora di interrompere la vita da «frequent flyer» (frequentatore assiduo di voli) WizzAir per stare accanto alla famiglia. Torna in Italia, ma resiste solo un anno. «Sentivo la mancanza degli stimoli che si hanno quando si vive all’estero e di progetti lavorativi più dinamici». A inizio 2009 Brembo cerca una persona che si occupi dell’impianto in Asia: precisamente in Cina. «Ho preso la palla al balzo e mi sono offerto».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con Brembo Spa. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per sei mesi l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected]


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