Il sogno di Alice, primo flauto a Norimberga

Il sogno di Alice, primo
flauto a Norimberga

Alice il suo paese delle meraviglie l’ha trovato in Germania, a Norimberga, dove è arrivata a stabilirsi nel settembre del 2012, ma solo dopo aver fatto la giramondo per un po’. Un viaggio iniziato a Bueggio, piccolissima frazione di Vilminore di Scalve che conta poco più di cinquanta abitanti, e continuato sulle strade di mezza Europa grazie al suo flauto.

Biondissima e dai grandi occhi verdi, ha iniziato a dedicarsi alla musica a sette anni, e, ora che di anni ne ha ventisette, quella musica è il suo pane quotidiano: oggi lavora stabilmente come primo flauto allo Staatstheater di Norimberga ed è una musicista apprezzata in Italia e all’estero.

«La Germania – racconta Alice Morzenti – è il Paese europeo delle orchestre per antonomasia. In nessun altro Paese c’è la “cultura dell’orchestra” come qui; tutto è visto con un’attenzione completamente diversa. Per esempio ci sono riviste totalmente specializzate, con spazi dedicati agli addetti ai lavori, dove si possono trovare occasioni di lavoro, concorsi e via dicendo». Già, il lavoro. Il posto fisso. Quello che in Italia era più che altro un miraggio.

Alice davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino

Alice davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino

«In Germania – continua – c’è un solido collegamento tra i Conservatori e il mondo del lavoro: tutte le orchestre offrono, con un limite prestabilito di prestazioni mensili, la possibilità di praticantato per uno o due anni ai giovani studenti. Così da una parte si hanno orchestre sempre giovani, dall’altra si dà la possibilità ai giovani stessi di farsi un’esperienza di rilievo».

Non che Alice di esperienza non ne avesse alle spalle, prima di arrivare in Germania. Perché, oltre ad avere un percorso formativo di primo livello, con maestri del calibro di Marco Zoni, Bruno Cavallo e Davide Formisano, aveva già debuttato appena diciottenne all’Orchestra e alla Filarmonica del Teatro alla Scala, continuando a collaborarvi assiduamente anche negli ultimi anni, partecipando anche a tournèe in Israele, Giappone, Cina e Russia.

I viaggi: Giappone e Russia

Aveva già lavorato, sempre come primo flauto, presso l’orchestra milanese «I pomeriggi musicali», con «I virtuosi italiani» di Modena, con l’Orchestra del teatro comunale di Bologna, e con gli «Stuttgarter Kammerorchester».

«In Italia pochi spazi»

Nonostante le collaborazioni, di prospettive di assunzione che le dessero un poco di tranquillità e le permettessero di pensare a una vita senza una valigia perennemente in mano ce n’erano veramente poche. Così, approfittando delle possibilità offerte dalla «Hochschule fur Musik und Darstellende Kunst» di Stoccarda dove aveva frequentato un corso di perfezionamento equivalente alla laurea specialistica italiana, Alice è riuscita a vincere l’audizione per il posto da primo flauto e ha preso il volo.

«In Germania – spiega – i concorsi sono a invito, in questo modo si sceglie tra pochi aspiranti che si sa hanno determinate competenze. Si suona per qualche minuto coperti da un telo, per fare in modo che nessuno riconosca il musicista alla prova. In Italia spesso, quando c’è la possibilità di una posizione aperta, si presentano in centinaia di musicisti». Così Alice è arrivata in Baviera.

Tedeschi, gente pratica

«Norimberga è una città bella e vivibile, – racconta – con una parte di “città vecchia”, il borgo antico affascinante, accessibile sia dal punto di vista dei “prezzi” che della mobilità: ci si sposta molto a piedi ma soprattutto in bicicletta. Di certo le città tedesche sono belle, ma non hanno nulla a che vedere con quelle italiane».

«I tedeschi sono così – dice –: più spartani, più pratici, più sobri. Più che altro ragionano per rispondere a necessità. Dell’Italia un po’ questo mi manca, il senso del bello, soprattutto per quanto riguarda il piano visivo, oltre che la flessibilità e l’elasticità propri degli italiani».

A Bueggio l’«Estate Classica»

E della sua Bueggio? «Ci torno quando posso – spiega – per i periodi di vacanza. È, da sempre, il punto fermo della mia vita, lì dove le cose non cambiano mai. A casa mi aspettano mamma Antonella, papà Natalino e mio fratello Michele. La qualità di vita che trovo a Bueggio non credo la si possa trovare in nessun’altra parte del mondo».

Alice non si è mai dimenticata della sua bella valle, e per portare un po’ del suo mondo musicale a Vilminore si è pure inventata un festival, «Estate Classica», che per qualche anno ha portato nei luoghi simbolo della valle musicisti di livello eccezionale.

La «dolce metà» in Francia

In Bergamasca Alice ha conosciuto anche quella che oggi è la sua «dolce metà»: Massimiliano, clarinettista e ingegnere di Casazza, ha scelto anche lui la vita all’estero e da qualche tempo lavora in Francia, in un’acciaieria del gruppo Riva. «Sono quattro ore di auto, da Norimberga al confine francese, dove lavora. Così riusciamo a vederci spesso, quasi ogni fine settimana, senza prendere aerei».

Perché di ritornare in Italia, per ora, non se ne parla. «Per ora non ci sono le condizioni che me lo permettono, parlando di lavoro. Però mai dire mai».

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