Mauro, ingegnere a Leeds punta sull’innovazione

Mauro, ingegnere a Leeds
punta sull’innovazione

«Una sera d’estate ho incontrato per una pizza un amico italo-inglese, che avevo conosciuto un po’ di tempo fa mentre lui era assistente linguistico di inglese all’Università di Bergamo. Dopo qualche anno trascorso qui era tornato in Inghilterra e da allora ci vedevamo quando era di passaggio nella nostra città, che gli era rimasta nel cuore. Tra una chiacchiera e l’altra, durante la serata mi parla dell’azienda per cui lavora e di una posizione che si era appena aperta e mi chiede a bruciapelo: sei interessato? Così, nel giro di qualche giorno, traduco il mio Curriculum vitae in inglese e invio la mia candidatura».

E così Mauro Cattaneo, 34 anni, di Villa D’Almé, dopo un processo di selezione durato più settimane e strutturato in varie prove, realizzate tramite Skype, dall’ottobre del 2015 vive e lavora in Inghilterra, a Leeds.

Ottenuto il diploma di Perito informatico al Paleocapa e la Laurea triennale in Ingegneria informatica all’Università degli Studi di Bergamo, Mauro ora lavora come Technical Seo & International Digital marketing specialist alla «Search laboratory», un’importante azienda a cui ogni anno vengono conferiti dei premi, di settore e no, tra le migliori ditte britanniche. Prima di arrivare a Leeds, Mauro si occupava, tra Bergamo e Milano, principalmente di programmazione e in minor misura di Seo e Sem. «Non ero specificamente alla ricerca di un nuovo lavoro e avevo appena iniziato una nuova esperienza, sempre nel mondo It, in un’azienda che si occupava principalmente di sicurezza – racconta Mauro –. Poi l’arrivo di quest’opportunità all’estero, mi ha fatto volare oltremanica». «Ora mi occupo di Seo (Search engine optimisation) e Sem (Search engine marketing) – prosegue –: in parole povere accompagno le aziende nell’innovazione sul web per incrementare le loro performance e vendite online. Il tutto avviene attraverso uno studio del loro business, il miglioramento del loro posizionamento sui principali motori di ricerca e un’ottimizzazione dell’esperienza d’uso degli utenti. Per farlo collaboro strettamente con i team di programmatori dei clienti nell’implementazione di tutte le modifiche strutturali e tecniche alla loro piattaforma web».

I confini abbattuti a tavola Per Mauro non è il primo soggiorno estero: durante gli anni universitari, attraverso il programma Erasmus, passa un semestre di studio a Malta tra il 2008 e il 2009: «Un momento indimenticabile e unico nel suo genere che consiglio veramente a tutti. Senza ombra di dubbio questo semestre all’ estero è stato l’ inizio della sequenza di piccoli e grandi eventi che ora mi ha portato a Leeds: dall’ iniziare ad apprezzare lo scambio d’ idee e di opinioni con le diverse culture, alle amicizie “internazionali” fatte durante l’ università che mi hanno mosso fin qui. Mi piaceva moltissimo vivere con persone provenienti da tutto il mondo e ogni settimana organizzavamo una serata in cui qualcuno cucinava qualcosa di tipico del proprio Paese. Ricordo ancora con emozione quei momenti: era un modo veramente interessante per iniziare ad approcciarsi alle diverse culture. Sicuramente è anche grazie a quest’ esperienza, che spesso viene descritta come “Un viaggio che apre la mente”, che mi si sono anche aperte, quantomeno a livello linguistico, le porte per questo lavoro». Difficoltà particolari nel trasferimento e nell’ inserimento nel nuovo contesto lavorativo e sociale, per Mauro non ce ne sono state: «Il fatto che la Gran Bretagna sia, almeno per il momento, ancora parte dell’ Unione europea ha agevolato quasi tutte le poche pratiche necessarie. Sicuramente la Brexit, specialmente a livello emotivo, è stato un brutto colpo, soprattutto lavorando in un’ azienda con persone provenienti da tutta Europa. Ovviamente, più che la paura di dover essere costretti a lasciare la nazione, cosa ventilata più e più volte da alcuni ministri inglesi e che in realtà è solo pura e bassissima demagogia politica, la Brexit rappresenta un punto triste nella nostra storia unitaria europea, costruita pian piano in tutti questi decenni dal dopoguerra, è come un salto indietro nel tempo. Oltre a ciò, l’ unica e la principale preoccupazione pratica è sul come saranno gli spostamenti tra qui e l’ Ue dopo il 2019».

Città viva di giorno e di notte Tra i lati positivi della vita a Leeds, la vitalità del centro cittadino: «Una delle cose più positive che chiunque può riscontrare qui è l’ avere un centro città vivo e vivibile ad ogni ora del giorno e della notte. Rispetto ai nostri centri storici non vi è questa dilagante frenesia nel tarpare qualsiasi attività serale e notturna, anzi: è profondamente capito il valore sociale che un centro città animato anche la notte ha nel renderlo anche più sicuro, specie nei quartieri più difficili. Aspetti negativi? Inutile girarci intorno: a ogni buon italiano che migra molto più a nord manca principalmente il sole che riesce a splendere per settimane intere ininterrotte. Qui ogni mezza giornata di sole è una cosa preziosa e il fatto che gli inglesi parlino sempre del meteo non è una coincidenza, ma un’ esigenza nello sfruttare ogni singolo raggio. Da Bergamasco, sicuramente mi mancano le nostre infinite montagne, i nostri piccoli e grandi laghi incastonati tra i rilievi e Città Alta con la sua vista mozzafiato».La partecipazione in Aegee Mauro, che a Bergamo era molto attivo in Aegee (Association des Etats Généraux des Etudiants de l’ Europe, «Forum degli studenti Europei»), un’ organizzazione studentesca che promuove la cooperazione, la comunicazione e l’ integrazione nell’ ambiente accademico europeo, nel tempo libero riesce a incontrarsi con chi ha conosciuto in quegli anni e ora vive nel melting pot inglese. «Per il resto, non ho cambiato molto le mie abitudini: continuo ad andare in mountain bike e a viaggiare più che posso per il mondo». «Non ho un vero e proprio piano per il futuro - conclude Mauro - sicuramente sarò ovunque avrò nuovi stimoli professionali, come mi è successo qui con la possibilità di far parte di un settore in forte espansione e con clienti da tutto il mondo. Ma, certo, Bergamo è sempre Bergamo».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: bergamosenzaconfini@ecodibergamo.it.

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