Genova della Vittoria

Genova della Vittoria

A dispetto della presunta avarizia dei suoi abitanti, Genova si è aggiudicata la casella più “costosa” nella tavola del Monopoli: Parco della Vittoria. Per fortuna un altro centro ligure, Albisola Marina, nel Savonese, ha ottenuto quella più a buon mercato, Vicolo Stretto, ristabilendo così la reputazione della regione. Da parte mia, ignorante come sono, non sapevo come le caselle del Monopoli fossero a disposizione del migliore offerente.

I nomi tradizionali di vie e piazze, sulla tavola del gioco, vengono oggi sostituti da quelli dei centri che più offrono per assicurarseli. Come per ogni cambiamento imposto alle cose con cui sono cresciuto, anche questa volta non posso impedirmi di provare un certo dispetto: perfino la città del Monopoli cambia geografia e, con tutto l’amore che provo per Genova, mi chiedo come sia possibile pretendere che entri in blocco nel Parco della Vittoria.

Devo però confessare che la città del Monopoli non mi è mai piaciuta del tutto. Ha una prigione ma non un ospedale e dispone di ben quattro stazioni ferroviarie: forse per chi, malato o appena uscito di galera, non vede l’ora di andarsene. A giudicare dai nomi di certe vie – Piazza Università, Corso Ateneo e Via Accademia – un certo grado di istruzione sembra disponibile ma, chissà perché, l’ho sempre sospettato piuttosto costoso. Servizi essenziali come acqua e luce sono chiaramente privati e gli spazi pubblici esigui e poco invitanti: nulla, in effetti, se si esclude il “Posteggio gratuito” in alto a sinistra nella tavola. Parco della Vittoria, pure essendo un parco e prima che diventasse Genova, non aveva l’aria di un posto dove i bambini potessero schiamazzare senza provocare l’intervento dei gendarmi.

Chissà, magari l’innesto di una certa italianità riuscirà a migliorare questa metropoli capitalista al 100 per cento. Ora guardo a che ora parte il primo treno per la Stazione Nord e ci faccio un salto. Che dite, metto già in preventivo una mezz’ora di ritardo?


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