L'area di interscambio
accende la polemica a Ponte

L'area di interscambio accende la polemica a Ponte

Non si placa a Ponte San Pietro la polemica (riaccesa nei giorni scorsi anche da un’interpellanza di Rifondazione in Consiglio regionale) sulla proposta di Pii (Piano integrato d’intervento) presentato dalla società Sice Srl per la realizzazione di un centro di interscambio.

La proposta è stata approvata nel dicembre 2008 dalla Giunta presieduta dal sindaco Giuliana Reduzzi, ma il comitato civico «Altra Ponte», coordinato da Carlo Sangalli, si oppone e ha lanciato una petizione («No ad un nuovo supermercato a Ponte San Pietro»), che boccia il progetto chiedendo di «rispettare quanto deliberato nei Consigli comunali del luglio 2006 e aprile 2008, in relazione all’inquadramento del piano integrato del centro d’interscambio che indicava la realizzazione unicamente di servizi necessari ed essenziali e l’impossibilità di edificare insediamenti di grande distribuzione commerciale».

Inoltre i firmatari chiedono di «studiare e progettare con gli enti coinvolti (Comuni confinanti, Provincia, Regione, Rete ferroviaria italiana) adeguate alternative progettuali che limitino gli impatti sulla viabilità e sul traffico nel nostro comune e tutelino le realtà commerciali storicamente presenti a Ponte».

E propongono un referendum per acquisire pareri e proposte in merito all’attuale attività amministrativa. A metà dicembre dello scorso anno la Giunta ha dato il via libera alla procedura per la sottoscrizione dell’accordo di programma con Regione, Provincia e Rfi per per realizzare il Centro d’interscambio modale, che dovrebbe sorgere su un’area di circa 51.500 metri quadrati a Nord del centro abitato, tra la Briantea e la via Milano (la provinciale 155 Ponte-Capriate) sulla quale è previsto un intervento di 33 mila metri quadrati di strutture pubbliche e private.

Il progetto della società Sice Srl prevede la costruzione di 900 parcheggi pubblici su un’area di 19.400 metri quadrati, un’area commerciale per la grande distribuzione 9.320 metri quadrati (supermercato monomarca, si pensa all’Esselunga), più altri 680 per negozi di vicinato, 300 parcheggi di pertinenza per l’attività commerciale su un’area di 3.000 metri quadrati, la stazione per autopullman, passerelle sopraelevate e strutture di collegamento orizzontale e verticale con la stazione ferroviaria, opere di adeguamento e collegamento con la viabilità sovraccomunale e opere di mitigazione degli impatti economico, sociale, viabilistico e paesistico.

Tutti i dettagli su L'Eco di Bergamo dell'11 novembre

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