Martedì 24 Novembre 2009

Gli affitti per gli universitari:
300 euro e contratti in nero

Trecento euro al mese per una stanza singola, 250 per un letto in camera doppia, e - spesso - tutto in nero. Sono queste le cifre che girano nelle bacheche dell’Università o su Internet nei numerosi siti su cui si possono leggere o pubblicare annunci di case e stanze in affitto agli studenti universitari. Sui circa 15mila iscritti quasi 5mila vengono da fuori provincia (circa 3.700), da altre regioni (500) o dall’estero. Di questi più o meno un migliaio ottiene una borsa di studio, e quindi il diritto agli alloggi che l’Università mette a disposizione: studentati, case in affitto a canone moderato e agevolazioni particolari per gli stranieri Erasmus.

Chi non ha i requisiti necessari e resta fuori dalla graduatoria della borsa di studio (famiglia senza particolari problemi economici o voti non abbastanza alti) deve buttarsi nel «mercato libero», dove i canoni concordati non esistono e a gestire l’andirivieni degli inquilini spesso sono gli stessi studenti.

«Paghiamo 370 euro in due, spese escluse – spiega Laure, francese, che con il suo ragazzo divide un minuscolo bilocale in Città Alta –. Siamo comodi perché l’università è vicina ma la casa è piccola e malconcia. I serramenti sono vecchi e d’inverno per scaldare ci vuole una vita. Ai ragazzi che abitano di sopra si staccano i pezzi di muro!».

Di sopra stanno altri studenti e anche al piano di sotto, perché il bilocale fa parte degli oltre 20 appartamenti che l’unico proprietario affitta da anni agli universitari. Prezzi non eccessivi per case minuscole e purtroppo quasi fatiscenti. «Di solito il contratto lo firma uno solo – continua Laure –, così se gli altri inquilini vanno via e ne arrivano di nuovi è tutto più semplice». Sono gli stessi studenti, infatti, che il più delle volte mettono gli annunci per cercare coinquilini. Il turn over all’interno degli appartamenti è alto e i proprietari, spesso, accettano tacitamente il subaffitto irregolare.

Pochi di loro sanno probabilmente che affittando casa agli studenti si può stipulare un contratto particolare, il «canone concordato», che prevede affitti più bassi, ma anche sgravi fiscali pari al 30%. Una formula che converrebbe sia ai proprietari che agli inquilini. «Dare una risposta al problema degli studenti è un nostro obiettivo – afferma l’assessore all’Edilizia privata Tommaso D’Aloia –, gli affitti con cui devono fare i conti sono effettivamente troppo alti. Con l’Agenzia per la casa stiamo lavorando per creare nuove opportunità, per esempio abbiamo previsto che nell’area in riqualificazione della ex Magrini siano realizzati 25 appartamenti da destinare agli studenti». Progetto che si aggiunge a una collaborazione già fattiva con l’Università. Il Comune si è infatti impegnato, con un accordo dell’aprile scorso, ad attivare una sezione dell’Agenzia per la Casa proprio per la ricerca di alloggi da destinare agli universitari. «Chi non ottiene la borsa di studio ma ne ha i requisiti – spiega Giuseppe Giovannelli, direttore amministrativo dell’ateneo bergamasco – viene indirizzato all’Agenzia del Comune, dove può firmare un contratto a canone moderato anche per brevi periodi».

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a.ceresoli

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