Il volontariato è in subbuglio
A rischio le agevolazioni fiscali

Il mondo delle organizzazioni di volontariato (Odv) è in subbuglio. Gli enti associativi che hanno una posizione fiscale aperta, che chiedono quote associative, contributi da soci sia attualmente sia in prospettiva futura, hanno infatti tempo solo sino al 15 di dicembre per inviare all’Agenzia delle Entrate il modello Eas e continuare così ad usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

L’importante scadenza, sconosciuta ancora a molte Odv, società sportive ed a tutti quegli enti associativi coinvolti dalla normativa, è stata sottolineata più volte durante il convegno promosso nei giorni scorsi dal Centro servizi bottega del volontariato (CVS) di Bergamo, per informare i soggetti interessati in modo dettagliato sull’intera vicenda.

«Il documento, con il quale gli enti associativi adempiono all’obbligo di comunicazione dei propri dati rilevanti ai fini fiscali – spiega Lauro Montanelli, il dottore commercialista dell’omonimo studio che, insieme al collega Cristian Plebani, ha sviscerato il tema davanti ad oltre 150 rappresentanti del mondo del volontariato - fa parte delle novità emerse dal decreto anticrisi e successive modifiche. La norma ha finalità esclusivamente fiscali e risponde a reali esigenze di controllo e subordina il riconoscimento delle agevolazioni fiscali ai fini reddituali e ai fini IVA dei contributi, delle quote associative e dei corrispettivi specifici (previsti dagli art. 148 TUIR e 4, DPR n. 633/72) a favore delle associazioni, dei consorzi e degli enti non commerciali».

«Il modello – osserva Giorgio Gotti, Presidente del CSV Bergamo, sceso in prima linea per aiutare le proprie associazioni di volontariato e non – chiede tra i 38 punti una vasta serie di informazioni che stanno mettendo in difficoltà molte delle decine di associazioni che si sono già rivolte a noi per essere aiutate. Il guaio è che gli enti associativi tenuti all’invio, anche parziale, che non produrranno l’Eas entro i termini previsti non potranno più godere delle agevolazioni fiscali (ad esempio, non pagare alcuna imposta sull’acquisizione di quote associative o su contributi da soci)».

«Le conseguenze – proseguono Montanelli e Plebani – sono particolarmente gravi. Infatti, continuando a svolgere le normali attività (ad esempio incasso quote sociali, vendita di beni e servizi ai soci) tutta l’attività dell’ente avrà natura commerciale. L’ente diventerà pertanto “ente commerciale” a tutti gli effetti, dovrà pagare le imposte richieste e dovrà rispondere a tutti gli adempimenti contabili connessi».

Consigliamo ai soggetti interessati di consultare al più presto il sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it: voce Enti associativi), dal quale è possibile, oltre che scaricare in formato Pdf il modello Eas, reperire le informazioni del caso.

Per saperne di più leggi L'Eco in edicola il 3 dicembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA