Lunedì 04 Gennaio 2010

Fognature, Federconsumatori:
«I cittadini vanno rimborsati»

Federconsumatori Bergamo interviene sul mancato rimborso ai cittadini, da parte delle aziende erogatrici dei servizi di depurazione acque, di quanto indebitamente incassato in questi anni: «Oltre alle aziende e ai Comuni che svolgono il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e continuano, contro legge, a fare pagare l’Iva sulla Tassa di igiene ambientale (Tia) - scrive l'associazione in un comunicato - anche le aziende erogatrici del servizio idrico integrato non rispettano le sentenze della Corte Costituzionale e l’Ato non interviene a fare osservare la legge.

Federconsumatori Bergamo denuncia che la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 14, comma 1, Legge 5 gennaio 1994, n.36, nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”, non è osservata dalle aziende erogatrici del servizio idrico integrato (Amministrazioni comunali comprese) e che l’Autorità territoriale ottimale (Ato) nulla fa per costringerle a rendere ai contribuenti quanto indebitamente incassato.

Tra un ritardo e l’altro, in l’attesa di una “norma chiarificatrice” e di un decreto ad hoc che salvino il tesoretto incamerato, l’unica azione che sinora si è visto compiere è stata la sospensione dei canoni di depurazione laddove questi non sono esistenti: della restituzione di quanto incassato “fuori legge”, non c’è traccia… a oltre un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale (sentenza n. 335/08, resa in Roma in data 8 ottobre 2008 ed ivi pubblicata in data 10 ottobre 2008).

Federconsumatori Bergamo reputa disdicevole che aziende erogatrici di pubblici servizi e Amministrazioni comunali si comportino nel modo descritto anzichè essere d’esempio nell’osservanza delle leggi. Allo stesso modo sosteniamo che “l’azionista di riferimento dell’Ato”, la Provincia di Bergamo, dovrebbe intervenire a tutela dei diritti dei cittadini/utenti».

k.manenti

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