Venerdì 15 Gennaio 2010

Pedrengo dà l'addio al geometra
morto nello schianto a Malpaga

Sarà celebrato nella mattinata di sabato 16 gennaio, il funerale di Corrado Pellegris, il geometra 32 enne di Pedrengo che ha perso la vita nel terribile incidente stradale che si è verificato giovedì pomeriggio a Malpaga di Cavernago. Il rito funebre si terrà alle 10 nella chiesa parrocchiale di Pedrengo. La salma del 32enne ha fatto ritorno nel tardo pomeriggio di ieri nella sua abitazione, in via don Agazzi al civico 6, dove è stata allestita la camera ardente. Corrado Pellegris, giovedì verso le 14, si trovava a Malpaga per lavoro: era appena stato a Calcinate per conto dello studio di progettazione per cui lavorava, di proprietà del padre Giovanni. Sulla strada del ritorno verso Pedrengo, lungo via Marconi, si è schiantato frontalmente contro il muro di un cascinale. Ha fatto tutto da solo: il 32enne era al volante della sua Smart e non si è fermato allo stop per cause che sono ancora poco chiare. Non si esclude la possibilità che sia stato colto da un malore. Per lui non c'è stato niente da fare: è rimasto intrappolato tra le lamiere della Smart ed è morto poco dopo.

In quei pochi istanti la vittima è riuscita a pronunciare solo qualche parola spezzata, lamentandosi con i soccorritori per un forte dolore alle gambe. Dopodiché il suo cuore ha smesso di battere. La salma è stata portata nella camera mortuaria del cimitero di Cavernago. Ieri pomeriggio il corpo senza vita del geometra ha fatto ritorno a casa. L'improvvisa scomparsa del giovane ha sconvolto il papà Giovanni, la mamma Lucia, il fratello maggiore Matteo, tutti i familiari e gli amici. In attesa del ritorno a casa della bara, ieri pomeriggio, il fratello del defunto ha ricordato che «Corrado era un ragazzo timido ma sempre molto attento e disponibile con chiunque. Tra i suoi hobby, aveva preso la patente nautica. Era un ragazzo dedito al lavoro e alla famiglia. Aveva preso casa, avrebbe voluto andare a viverci da solo». Il parroco di Pedrengo, don Giuseppe Arrigoni, conosceva il defunto e di lui ha detto: «Era un ragazzo che amava il suo lavoro e la sua casa. Socievole, ma nello stesso tempo riservato».

e.roncalli

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