Martedì 19 Gennaio 2010

Ardesio, cerva uccisa coi lacci
Polizia a caccia dei bracconieri

Un deprecabile atto di bracconaggio ai danni del patrimonio faunistico provinciale è stato accertato dal corpo di Polizia provinciale ad Ardesio. Una cerva adulta dotata di radiocollare e marcatura auricolare è stata rinvenuta, dietro segnalazione di cittadini, in un laccio posizionato da bracconieri in località "Balatroni". L’esemplare ucciso, con un sistema illegale quanto insidioso e cruento come quello dei lacci, era una cerva che faceva parte del contingente acquistato dalla Provincia di Bergamo presso la foresta statale di Chambord allo scopo di favorire la rinascita delle popolazioni di questo ungulato.

La cerva del peso di 140 kg era lattante, pertanto era accompagnata dal proprio vitello e con ogni probabilità dal gruppo matriarcale di cui faceva parte. Lo scopo dei bracconieri era evidentemente quello di catturare più esemplari possibile, come dimostra la presenza nei boschi sopra Ardesio di numerosi lacci, subito disattivati dagli agenti che hanno provveduto a sequestrare gli strumenti e segnalare all’autorità giudiziaria l'episodio di bracconaggio, e sono alla ricerca dei responsabili.

Nel febbraio 2005 era stata effettuata la prima liberazione di cervi (6 femmine e 3 maschi) in Valle Sedornia in Comune di Gandellino dal Comprensorio Alpino di Caccia Valle Seriana. I cervi, garantiti sotto il profilo sanitario e genetico erano stati acquistati presso la foresta statale di Chambord per la loro grande rusticità e capacità di adattamento ai nuovi ambienti forestali. Due anni dopo la Provincia, con analogo intervento mirato a ricostituire una popolazione stabile di cervi sul territorio, aveva liberato 28 esemplari (5 maschi e 23 femmine, tra le quali la cerva uccisa dai bracconieri) in tre distinte località dell’Alta Valle Seriana: il Monte Alino di Parre, il Roccolo Palva di Novazza e il Botto Alto di Ardesio.

Grazie ai radiocollari i cervi sono monitorati dal Nucleo ittico venatorio del corpo di Polizia provinciale. La ricostituzione del patrimonio faunistico in Valle Seriana è oggi testimoniata dal crescente numero di ungulati selvatici censiti e controllati dalla Polizia provinciale e dal servizio Caccia e Pesca della Provincia in collaborazione con i cacciatori di selezione del Comprensorio Alpino.

k.manenti

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