Fatture false per mezzo milione
Un caluschese fra i 38 indagati

C'è anche un bergamasco, titolare di una ditta di caldaie di Calusco d'Adda, fra i 38 indagati dalla Guardia di Finanza di Como su un maxi giro di fatture false. Tutto è partito da un “pentito fiscale”, che avrebbe permesso di scoprire la frode di oltre mezzo milione di euro. In questi giorni il pubblico ministero Daniela Meliota ha notificato a tutti gli indagati l’avviso di conclusione delle indagini, che hanno ricostruito un giro avviato nel 2001 e trascinatosi fino al 2007, quando il curatore fallimentare di una società di Brescia ha avvisato la guardia di finanza di Como e di Erba dell’esistenza di fatture sospette.
 
I 38 indagati farebbero capo a una ditta individuale di Albavilla (Como), il cui titolare avrebbe rilasciato decine di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Secondo l’accusa, avrebbero fatto da intermediari un 57enne, socio di una sas che ha cessato l’attività a Cantù (Como) cinque anni fa e un 47enne di Capiago Intimiano (Como). Gli altri indagati avrebbero evaso le imposte sui redditi e sull’Iva dichiarando elementi passivi fittizi, cioè spese, documentandole con le fatture fabbricate al momento.

L'imprenditore di Calusco, in particolare, avrebbe emesso una fattura falsa per 4.306 euro. Il valore delle fatture, le imposte evase e l’Iva sono di importi vari, alcuni sembrano pure molto arrotondati: 6.000 euro di operazione, 5.000 euro di imponibile e 1.000 euro d’Iva, è uno dei calcoli.

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