Sabato 23 Gennaio 2010

vescovo

Politica familiare, le famiglie penalizzate da aiutare: se ne è parlato nel seminario di studi «Generare futuro», organizzato dalla Diocesi di Bergamo, in collaborazione con il Forum provinciale delle Associazioni Familiari, con un contributo del vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale Associazioni familiari, ha posto il problema fiscale: «Su 30 mila euro di reddito, una famiglia monoreddito paga circa 5 mila euro di tasse, una con due redditi 2.800. Questo sistema è iniquo e penalizza le famiglie monoreddito». La proposta del Forum è «di creare una no-tax area, ovvero di sottrarre al reddito imponibile una cifra che si ritiene occorra per crescere un figlio, moltiplicata per il numero di essi, e calcolare le tasse sul rimanente».

Il presidente del Forum provinciale delle associazioni familiari, Maurizio Salvi, ha ricordato che «l'economia deve servire la famiglia. Una buona famiglia sostiene l'economia e una buona economia sostiene la famiglia. Eppure siamo tra i paesi industrializzati che fa meno per essa».

L'assessore alle politiche sociali della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, ha ricordato che «La sfida è culturale e non solo di questo governo. Nello statuto regionale, la famiglia è affermata come protagonista. Sono stati diversi i progetti finanziati a favore della famiglie, collaborando anche con le associazioni».

Un intervento che ha toccato diversi punti, quello del vescovo di Bergamo. «Il contributo del Vangelo è di essenziale speranza e generare futuro richiede un principio di speranza – ha detto monsignor Beschi -. Il nostro tempo è segnato dall'individualismo, ma siamo in attesa di relazione e comunità. La relazione diventa elemento decisivo della comunità cristiana e l'attenzione al matrimonio, non deve esser solo in termini morali e sociologici, ma è Gesù Cristo che ha fatto di questo segno una testimonianza di vita».

La riflessione sulla famiglia deve partire dalla comunità cristiana. «La comunità cristiana deve rivendicare i diritti per la famiglia, ma fare anche un esame di coscienza al proprio interno – ha proseguito il vescovo -. Occorre formare all'autoconsapevolezza della dignità, della forza e delle potenzialità della famiglia. Occorre una promozione di una coniugalità matura, una creazione di spazi significativi per i giovani sposi all'interno della chiesa, il rispetto per ogni scelta, ma una certa simpatia per le famiglie numerose, e una promozione laicale di sostegno alla famiglia, in particolare per quelle con più figli».

m.sanfilippo

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