Venerdì 29 Gennaio 2010

Vittime della strada dimezzate
in dieci anni: «solo» 81 nel 2009

Il 2010 è purtroppo cominciato male sul fronte degli incidenti: sono già sei le persone che hanno perso la vita sulle strade. Il 2009 invece ha visto, in Bergamasca, una drastica diminuzione delle vittime: rispetto al 2008, quando c’erano stati 99 morti, nel 2009 se ne sono registrati 81 con una riduzione del 18,18%.

Il dato diventa ancor più significativo perché per il terzo anno consecutivo che sulle strade bergamasche – statali, provinciali e comunali – e sull’intero tratto della A4 – Milano-Bergamo-Brescia – si verifica una diminuzione del numero delle vittime.

Bergamo ha così centrato l’obiettivo posto dall’Unione Europea di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime della strada. Un obiettivo deciso nel 2001 quando i Paesi dell’Ue, davanti a quella che non è esagerato definire la mattanza sulle strade – solo in Italia c’erano stati oltre 7 mila morti –, decisero di intervenire, ponendosi un preciso traguardo: dimezzare il numero delle vittime della strada in dieci anni.

La situazione di partenza in Bergamasca nel 2000 era di 168 morti scesi a 161 l’anno successivo. Nel 2002 si registrò una nuova flessione: 158. Solo poche unità, purtroppo, ma sufficienti per dare il segnale che la strada giusta era stata imboccata. Per avere il salto di qualità bisognava aspettare il 2003 quando, in seguito all’introduzione della patente a punti, si registrò una diminuzione del 27,58% del numero dei morti sulle strade di casa nostra.

Le vittime, infatti, passarono da 158 a 116. Purtroppo fu un fuoco di paglia e le aspettative andarono ben presto deluse: l’effetto patente a punti infatti si esaurì in tre anni. Il numero delle vittime, invece di continuare a scendere, rimase pressocché costante e, addirittura, riprese a salire. Nel 2004 si ebbero 115 morti, 116 l’anno successivo e 125 nel 2006 con una crescita secca di quasi l’8%.

L’inversione di tendenza era preoccupante: lo spauracchio di perdere punti – e per assurdo non la vita – non era più un deterrente. Erano necessari nuovi provvedimenti. E furono presi con, tra l’altro, la confisca del mezzo della persona ubriaca al volante. Anche la magistratura imboccò una nuova strada: dall’omicidio colposo – capo di imputazione classico per l’incidente stradale – si cominciò a contestare l’omicidio doloso (col «dolo eventuale») soprattutto nel caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Gli effetti non tardarono a farsi sentire: nel 2007 sulle strade della Bergamasca morirono 120 persone contro le 125 dell’anno prima (-4%). Il vero e proprio exploit arrivò l’anno successivo con 99 vittime (il 17,5% in meno) quando per la prima volta si scese sotto il tetto dei 100 morti sulle strade. Lo scorso anno la terza riduzione consecutiva: 81 vittime.

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r.clemente

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