Giovedì 04 Febbraio 2010

Spesa sanitaria lombarda
Bergamo è la più virtuosa

Se è vero che la Sanità in Lombardia funziona di più e costa di meno che in tutte le altre Regioni, quella bergamasca è ancora meglio. Offre infatti tutti i pregi del sistema lombardo, risultando però ancora più virtuosa sul piano dei risparmi. Lo dicono i dati contenuti nella ricerca sulla «Valutazione dell'efficacia ospedaliera» curata dall'équipe del professor Giorgio Vittadini del Crisp dell'Università degli Studi della Bicocca di Milano e del Centro studi e ricerca sulla Sanità pubblica, presentati dalla Direzione generale della Sanità nel Palazzo della Regione Lombardia.

Ebbene, i bergamaschi, rispetto agli abitanti delle altre province lombarde, sono quelli che meno ricorrono all'uso dei farmaci e il numero delle ricette staccate dai loro medici di famiglia è il più basso dell'intera Lombardia: solo 5,20 a testa (i dati sono relativi al 2008). Tanto per fare paragoni: Cremona arriva quasi a 7 per abitante; Lodi 5,67; Brescia 5,71, Mantova 6,17 e Pavia 6,31.

Meno prescrizioni significa dunque meno spesa farmaceutica: Bergamo batte tutte le Asl con 145,49 euro di media per abitante, mentre la più dispendiosa risulta l'Asl di Milano Città con 184,23 euro. Nonostante questi risparmi, i bergamaschi spendono però mediamente di più per singola ricetta, il cui costo pro capite è di 27,98 euro contro il 26,73 della Valle Camonica, il 27,42 di Mantova, i 25,10 di Cremona. Alla fine, tuttavia, il conto complessivo del farmacista risulta meno salato delle altre Asl lombarde.

Non solo: i bergamaschi sono tra quelli che fanno più risparmiare la Regione anche per quanto riguarda la spesa ospedaliera. Infatti, il «tasso di ricovero» si attesta sul 141,16 per mille, preceduto solo da Lecco che segna un «misero» 135,6 per mille. Il top, in questa particolare classifica, lo conquista la Vallecamonica, con un bel 160,9 per mille.

Naviga nei fondali bassi, infine, anche la percentuale di «attrazione» che Bergamo suscita sui lombardi: solo il 13,42. Tale percentuale misura la capacità che hanno le strutture sanitarie locali di attirare pazienti di altre Asl che scelgono però di farsi ricoverare da loro. In sostanza, è una sorta di pagella dell'eccellenza riconosciuta anche fuori i confini della provincia. L'Asl di Milano Città, ad esempio, segna una percentuale di attrazione del 54,37 e conquista il primo posto delle 15 Aziende sanitarie lombarde. L'opposto di tale percentuale, è quella sulla «mobilità», cioè la percentuale di cittadini di ogni Asl che vanno a farsi ricoverare fuori Asl. Qui Bergamo pareggia il conto: 13,3.

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a.ceresoli

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