Sabato 27 Febbraio 2010

Terremoto di grado 8.8 in Cile
30mila volte più forte dell'Aquila

Una violentissima scossa di terremoto nella notte tra venerdì e sabato ha devastato il Cile: le vittime, secondo l'ultimo bilancio ufficiale, sono 147, ma il dato è destinato purtroppo a salire. L'epicentro è stato localizzato 117 chilometri a nord nord-est della seconda città del Cile, Concepcion, e 99 chilometri a ovest sud-ovest di Talca, a una profondità di 55 chilometri. La fortissima scossa, di magnitudo 8,8, durata più di un minuto, ha fatto crollare alcuni edifici della capitale, dove la gente si è riversata in strada.

La Commissione Ue si è detta «pronta a fornire assistenza immediata e a coordinare gli sforzi europei se necessario». Il commissario Ue alla cooperazione e aiuti umanitari Kristalina Gheorghieva ha attivato l'unità di crisi del centro di monitoraggio e informazione della Commissione Ue e ha mobilitato gli esperti del dipartimento Ue per gli aiuti umanitari. Anche Bergamo, dove la comunità cilena è ristretta ma è fortissima la presenza sudamericana, si sta attivando per organizzare i primi aiuti.

Alla prima scossa di terremoto ne sono seguite, a distanza di due ore e mezza, altre due di assestamento: una di magnitudo 6,2 e una di magnitudo 5,6. L'aeroporto della capitale, Santiago, è stato chiuso e restano difficili le comunicazioni. L'Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù ha subito lanciato un allarme tsunami: secondo il Centro per il monitoraggiodel Pacifico «il livello del mare indica che è stato generato uno tsunami che potrebbe esser devastante per le coste vicino all'epicentro e potrebbe anche minacciare le coste più lontane».

Anche quelle sul fronte opposto dell'oceano, ovvero Giappone - dove venerdì si era registrata una scossa di terremoto pari a 7 gradi della scala Richter - e Australia. Le prime onde hanno raggiunto l'isola di Juan Fernandez, davanti a Valparaiso, dove sarebbero stati causati, secondo le notizie della radio locale, ingenti danni.

E presto le onde raggiungeranno anche l'Isola di Pasqua, abitata da 3800 persone: la presidente cilena Michelle Bachelet ha informato che le autorità stanno evacuando gli abitanti delle coste dell'isola di Pasqua verso le zone più elevate dell'isola. Allarme anche nelle isole dell'arcipelago statunitense della Hawaii, dove la prima onda di tsunami dovrebbe arrivare alle 11.19 ora locale, le 22 in Italia.

Il sisma di magnitudo 8.8 che ha colpito questa note il Cile è 30mila volte più forte in termini di energia liberata di quello che colpì il 6 aprile del 2009 l'Aquila, con una di magnitudo 5.8. 

Per quanto riguarda l'Italia, il ministero degli Esteri sta verificando la situazione in Cile, dove ci sono circa 39 mila cittadini italiani, contando coloro che hanno il doppio passaporto, ma si stima che siano centinaia di migliaia le persone che hanno ascendenze nell'emigrazione italiana. La Farnesina ha avviato come da prassi tutto il possibile per verificare la situazione sul luogo del terremoto e la presenza di eventuali connazionali.

Su indicazione del ministro Frattini che segue lo sviluppo della situazione, l'unità di crisi è in contatto con il nostro ambasciatore a Santiago, a sua volte in contatto con le autorità cilene locali. L'Italia ha un consolato onorario a Conception, una delle città più toccate dal sisma, ma ci sono difficoltà di comunicazione. L'ambasciatore Vincenzo Palladino è in contatto con le autorità locali per conoscere l'entità dei danni provocati dal sisma e la sorte degli eventuali italiani in loco.

Solo a Conception risultano registrati come residenti oltre 500 cittadini italiani. Le autorità cercano anche di verificare l'eventuale presenza di turisti italiani nelle zone colpite, come l'arcipelago Juan Fernandez.
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k.manenti

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