Mercoledì 17 Marzo 2010

Pendolari, ritardi e soppressioni
anche sulla linea Lecco-Bergamo

Dopo la segnalazione dei disservizi di lunedì 15 marzo sulla tratta Milano-Bergamo, un'altra pendolare ci ha scritto per protestare contro i disagi dei passeggeri sulla linea Lecco-Bergamo.

«Buon giorno, vorrei segnalare il notevole disservizio che si deve subire quotidinamente come pendolari che prendono il treno della linea Lecco-Bergamo. Lunedì il treno per Bergamo delle 7.34 è stato soppresso, martedì come sempre i suoi "quasi" 10 min. di ritardo ed arrivati alla stazione di Bergamo, il solito "imbuto" per raggiungere il sottopasso ed uscire dalla stazione.... Per arrivare in ritardo al lavoro.

Non è ammissibile che dopo anni di lamentele non abbiate ancora capito che i pendolari chiedono un po' di rispetto (quindi avvisare con congruo anticipo i ritardi o la soppressione dei treni), che i sottopassi ferroviari devono avere una dimensione adeguata rispetto al numero di persone che li attraversano e che il "transito" dei pendolari in entrata ed uscita dalla stazione deve essere regolato ed indirizzato (una "corsia/porta" per chi entra e due per chi esce, con percorsi obbligatori).

L'apertura del sottopasso verso via Gavazzeni è utilissimo per gli studenti (se ci fosse stato ai miei tempi sarei riuscita ad arrivare in orario anche a scuola), ma non è possibile che ci sia un "ammasso di gente" che tutti i giorni si scontra!!!!! Trovo anche assurdo che l'utente debba discutere con le forze dell'ordine, che svolgono il loro dovere per non far attraversare i binari, perchè anche gli utenti hanno il diritto di arrivare in orario sul posto di lavoro.

Agevolate l'uscita dei pendolari dalla stazione e si eviteranno discussioni!!! Rispettate gli orari stabiliti di partenza/arrivo dei treni e vedrete che il trasporto pubblico verrà apprezzato ed utilizzato maggiormente!!!! Ricordo che ci sono persone che oltre al treno Lecco-Bergamo devono prendere altre tratte o l'autobus, e perdere le coincidenze non è giusto. Vi assicuro che questo non è solo uno sfogo personale, ma con queste poche righe "riunisco" la voce di molti, anche di quelli che ormai dopo anni si sono rassegnati. Buona giornata»
s.m.

k.manenti

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