Acqua al cromo a Treviglio:
proposto studio epidemiologico

Uno studio epidemiologico sulla popolazione più esposta, con prelievi di sangue e di urina: è quanto propone un consulente dell'Istituto europeo di oncologia dii Milano, esperto del centro italiano medicina, ambiente e lavoro, in relazione alla questione del cromo esavalenre presente in tracce nella falda acquifera di Treviglio.

Uno studio epidemiologico sulla popolazione più esposta, con prelievi di sangue e di urina: è quanto propone un consulente dell'Istituto europeo di oncologia dii Milano, esperto del centro italiano medicina, ambiente e lavoro, in relazione alla questione del cromo esavalenre presente in tracce nella falda acquifera di Treviglio.

Secondo l'esperto, le analisi sull'acqua dei pozzi potabili trevigliesi evidenzierebbero la presenza di potenziali pericoli per la salute dei cittadini. A provocarli sarebbe soprattutto la quantità del cromo esavalente, una sostanza cancerogena riversata nella falda acquifera dieci anni fa da una ditta di cromature di Ciserano, situata qualche chilometro più a Nord di Treviglio. Cromo che risulterebbe nocivo - almeno per ora - solo su topi, come evidenziato da prove di laboratorio

Il sindaco Ariella Borghi interpellata sull'argomento ha commentato: «Sono stati scomodati stimabili esperti per dire una cosa che sappiamo tutti: nessun elemento che non sia idrogeno, ossigeno e sali minerali fa bene all'acqua e ovviamente a chi la beve. Il cromo esavalente nell'acqua non ci deve essere. Agli esperti si chiede una parola certa, e qui invece è tutto un “potenziale” pericolo, e un “non si può escludere che”. Visto che viene sempre invocato il principio di precauzione, il ministro Prestigiacomo potrebbe rivedere il decreto legislativo 152/2006 e abbassare i limiti di cromo esavalente. A questo punto scatterebbe l'obbligo di adeguamento per tutti gli acquedotti e anche le bonifiche dovrebbero raggiungere risultati migliori e tener conto di obblighi più restrittivi degli attuali. Questo sì che sarebbe risolutivo e smuoverebbe la Regione che continua a ritenere non allarmante la contaminazione da cromo esavalente».

Sull'indagine epidemiologica Ariella Borghi ha affermato: «Si propone un'indagine epidemiologica a Treviglio? Benissimo. Più si sa, meglio è. Certo che la scoperta dell'inquinamento è del 2000, il progetto di bonifica è del 2004, l'indagine epidemiologica nel 2010 è diciamo un po' tardiva. La pagherà o no la Regione Lombardia tramite l'Asl? Comunque, servirà anche agli altri Comuni inquinati da cromo esavalente. Molti comuni lombardi sono in una situazione anche peggiore della nostra, noi siamo uno dei tanti casi».

Per saperne di più leggi L'Eco del 20 marzo

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