Domenica 04 Aprile 2010

Autostrada come discarica
Ma nessuno pensa a rimediare

I rifiuti regnano incontrastati. Nel parcheggio della fermata di Capriate dell'ex Autostradale, adesso Nord Est Trasporti (Net), sulla Milano-Bergamo i sacchetti dell'immondizia, i calcinacci, le lattine d'olio, perfino le marmitte e le sedie rotte fanno contorno agli alberelli semidivelti o rinsecchiti cui nessuno ha mai versato un goccio d'acqua.

La barbarie della monnezza napoletana si allunga nel profondo Nord. È una storia di inciviltà che parte dal 6 ottobre 2006, giorno di apertura della quarta corsia ed è continuata in tutti questi anni. Una struttura nuova con pertinenze finalmente adeguate all'intenso traffico di auto e di viaggiatori lasciata in balìa degli avventori e dei vandali.

Domanda: chi è responsabile della pulizia e manutenzione? Risposta unanime dei comuni interessati: è di competenza della società Autostrade. Perché allora non lo fa? Il primo pensiero è: se anche noi automobilisti rifiutassimo di far il nostro dovere e non pagassimo il pedaggio? Perché le autostrade sono un bene pubblico e sono date in concessione.

Diritto del concessionario è riscuotere i pedaggi, ma il dovere è di provvedere alla struttura e quindi, è legittimo credere, anche ai parcheggi. Così dicono il buon senso e le informazioni che abbiamo raccolto. Ma se anche non dovesse essere così, perché le vie della burocrazia e della regolamentazione amministrativa sono imperscrutabili, lo dice il decoro.

La sporcizia non è solo di Napoli. Dovere di tutti noi è far qualcosa per rimuoverla. In primis i comuni, che sono l'istituzione più vicina ai cittadini e quindi la sentinella civica del luogo, hanno il dovere non solo di intervenire ma anche di prevenire. Il Comune di Brembate, sul cui territorio si trova il parcheggio, dice di aver inviato lettere di protesta e a dicembre gli addetti delle Autostrade sembra abbiano dato una ramazzata, ma da allora nulla s'è più mosso.

Non basta dire che la colpa è della società Autostrade quando la dispersione dei rifiuti nel parcheggio è tale da violare le leggi sull'igiene pubblica. Se un privato cittadino accumulasse davanti a casa sua rifiuti o calcinacci vari, giustamente verrebbe richiamato e sanzionato. Ma non risulta si siano presi provvedimenti seri contro chi si pensa abbia la responsabilità della pulizia del parcheggio.

Si obietta: sono gli avventori ad essere maleducati, quindi a venir meno al senso civico. Vero, è una piaga tutta italiana buttare cartacce e mozziconi per terra, orinare dove capita, liberarsi dei fardelli interni e esterni sul luogo pubblico. Basta scorrere lo sguardo alla rotonda dell'autostrada all'uscita del casello di Capriate per rendersi conto che l'incuria è di casa, ma anche qui scatta la sindrome del: io non c'entro, è la Provincia che deve pensarci.

Eh no, perché le competenze saranno anche della Provincia, ma la sporcizia e l'incuria è tutta nostra e dà il benvenuto a tutti. Il casello è una porta d'ingresso, non è anonimo, ma porta un nome e quindi un'identità. Se l'incuria è di Capriate rimane a Capriate. Federalismo e appartenenza territoriale sono le parole d'ordine del nostro tempo, ma gradiremmo non vederle pronunciate solo nei giorni di festa e nelle campagne elettorali.

La quarta corsia della Mi-Bg è un'opera di cui andare orgogliosi, ma anche i parcheggi, le porte di accesso alle fermate dei bus, i sottopassaggi, le panchine di attesa. Sono stati fatti per servire, non per degradare nell'ignavia pubblica. I sottopassi delle fermate di Capriate e di Trezzo sono diventati esercizio di scrittura per gli analfabeti dello spray.

Ma non ci sono le telecamere per identificare i vandali? Risposta: mancano i fondi. Allora si mobilita l'opinione pubblica, si cercano sponsor, si fa una campagna di informazione, si organizzano gli sciami di pensionati che vagano ai giardini come anime morte senza meta per risuscitare l'orgoglio di appartenza alla terra del loro lavoro. Possibilmente pulita. Insomma ci si dà da fare.

Occorre togliere la percezione che il luogo pubblico è terra di nessuno. Se la prima cartaccia o il primo sgorbio non è rimosso il processo di imitazione ne porterà altri. Per questo occorre essere tempestivi e puntuali. Un luogo sporco è un invito a sporcare di più. È una questione vitale perché proprio qui nel Nord del Sud (Europa) passa la linea di demarcazione fra emancipazione civile e degrado. Una crescita economica senza civismo non ha futuro. Le forze politiche che si sono sempre distinte per l'attenzione al territorio facciano in modo che nelle amministrazioni guidate dai loro rappresentanti questo principio sacrosanto venga messo in pratica.
 Alberto Krali

m.sanfilippo

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