Venerdì 09 Aprile 2010

Università, mancano 15 milioni di euro
Da Lega e PdL interrogazioni a Roma

«Chiediamo al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di verificare i motivi che hanno generato un taglio dei trasferimenti verso l'Ateneo di Bergamo rispetto ad altre università del Paese, nonché di erogare tempestivamente il contributo spettante all'università, per evitare discriminazioni e consentire un adeguato percorso formativo ai giovani orobici». I parlamentari bergamaschi della Lega Nord (Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli) hanno inviato un'interrogazione a risposta al ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca per chiedere conto del taglio dei trasferimenti dallo Stato all'Università degli studi di Bergamo. Hanno subito raccolto insomma l'invito rivolto dal rettore Stefano Paleari ai parlamentari bergamaschi, sollecitati a «fare il loro dovere» sul versante dei finanziamenti all'Università.

Anche l'onorevole Giorgio Jannone (Pdl) ha presentato al governo un'interrogazione sui finanziamenti all'Università di Bergamo. «L'Università di Bergamo ha conosciuto in questi anni un'importante crescita – sottolinea Jannone – quantitativa e qualitativa». Cita l'aumento del numero di studenti, delle sedi universitarie, ma anche il peso delle produzioni scientifiche (triplicato). «A fronte di questa importante crescita – osserva Jannone –, che comporta un aumento delle spese, i contributi provenienti dal fondo ordinario dello Stato sono rimasti pressoché stabili negli ultimi due anni prevedendo per il 2010 un assottigliamento. Per il momento l'università non ha neppure aumentato le tasse per gli studenti. Chiedo ragione – prosegue Jannone – al Governo di quali iniziative i dicasteri competenti intendano intraprendere al fine di garantire le risorse necessario al sostegno e allo sviluppo del sistema universitario bergamasco». Il gruppo dei parlamentari leghisti chiede spiegazioni al ministro Gelmini sottolineando che gli iscritti agli open day sono aumentati dallo scorso anno, segno di come «l'Università di Bergamo punti a offrire tutti gli strumenti ai giovani bergamaschi per diventare protagonisti nel mondo del lavoro e nella società, grazie alla collaborazione di tutte le facoltà, e come offra agli studenti e alle famiglie bergamasche un'offerta formativa capace di sviluppare professionalità in grado di guardare con fiducia oltre la crisi».

a.ceresoli

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