La mannaia della Finanziaria sugli Enti locali Comune e Provincia chiedono aiuto ai politici
Faccia a faccia a Palazzo Frizzoni: da una parte del tavolo, la Giunta municipale e l’assessore provinciale al Bilancio Felice Rizzi, dall’altra i parlamentari bergamaschi Giorgio Jannone (FI), Sergio Rossi (Lega Nord), Franco Tentorio (An) in rappresentanza del ministro Mirko Tremaglia.Motivo dell’incontro: la Finanziaria 2006 «strozza enti locali». Più in particolare, Comune e Provincia chiedono che venga esclusi dal calcolo del tetto di spesa i denari delle funzioni delegate agli enti locali, nella fattispecie 13 milioni 800 mila euro ricevuti dalla Regione per il trasporto pubblico.
I parlamentari bergamaschi si sono detti disponibili a presentare un emendamento, in occasione del passaggio della Finanziaria alla Camera. Se dovesse andare in porto, cioè essere accolto, le casse municipali e provinciali sarebbero un pochino più ricche: il Comune avrebbe un taglio di 3,9 milioni di euro invece che di 17, 7, e la provincia si troverebbe con una cinquantina di milioni di euro in più.
Meglio di niente, di fronte alla prospettiva di una cinghia sempre più stretta.
Mentre su questi soldi si culla qualche speranza, sarà più difficile che vada in porto, invece, la richiesta di finanziare ed erogare la seconda tranche del Fondo nazionale per le politiche sociali 2005, dimezzato a luglio, e di ripristinarlo nella sua interezza (1 miliardo) per il 2006.
Al Comune di Bergamo servono, tuttavia, quattrini per realizzare i suoi progetti: a parte i 10,9 milioni per il tram delle Valli (praticamente già in cassa), gli amministratori bergamaschi si aspettano la conferma del finanziamento di 40 milioni per il campus universitario ai Riuniti, i fondi per la ristrutturazione del Teatro Donizetti (21 milioni di euro, l’allora ministro Urbani ne aveva promessi 8, ne è arrivato 1) e della Carrara (5 milioni) e la statizzazione dell’Istituto musicale «Gaetano Donizetti».
(12/11/2005)
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