Il cappello di alpino per Sebastian
Il fratello di Giuseppe: «non ci credevo»

In via Comunelli solo poche centinaia di metri dividono le due abitazioni di Giuseppe Gotti e Sebastian Baggi, i due muratori di 38 e 29 anni morti entrambi domenica nelle acque del lido di Camaiore, in Versilia. Bepi e Sebi, così erano conosciuti in paese i due giovani uomini, erano anche cugini tra loro, oltre che essere amici.

A raccontare, ieri, con la voce rotta da dolore, è Arturo Gotti, fratello di Giuseppe. Era anche lui in Versilia. Lui li ha visti allontanarsi per l'ultima volta. «Era da alcune settimane che Giuseppe mi ripeteva che avrebbe voluto trascorrere un fine settima al lido di Camaiore, dove con l'impresa Edil R.C. siamo impegnati con una squadra a ristrutturare un'abitazione – ricorda Arturo –. Finalmente si era deciso e così venerdi, insieme a Sebi, ci ha raggiunto in Toscana».

Il dramma domenica pomeriggio: «Avevamo pranzato insieme e guardato il MotoGp alla televisione. Poi Beppe e Sebi hanno preso due asciugamani e un pacchetto di sigarette, nient'altro, e ci hanno salutato dicendoci che andavano in spiaggia. Ci siamo preoccupati verso il tardo pomeriggio, non vedendoli tornare. Così, alle 20, dopo aver cercato tutt'intorno, abbiamo chiamato i carabinieri. Quando ci hanno invitato a raggiungere l'ospedale per il riconoscimento di due salme abbiamo pensato al peggio, ma nessuno ci poteva credere. Insieme ai miei colleghi Cristian Baggi e Pier Fausto Brugnetti, con il cuore in gola, abbiamo raggiunto l'ospedale e purtroppo nella camera mortuaria abbiamo riconosciuto quello che mai avremmo voluto riconoscere. Quei due corpi erano di mio fratello Beppe e di Sebastian».

Non parla la mamma di Giuseppe, Marilena. Vicino al feretro, arrivato lunedì sera dalla Versilia, piange con il capo chino. Suo marito Silvano è morto sette anni fa. Ora le restano i figli Arturo e Monica. «Beppe era una persona solare, sempre con il sorriso – osserva la zia Anna Rosa Cometti – e sempre disponibile per aiutare chi aveva bisogno».

Un chilometro più in su, la casa della famiglia di Sebastian Baggi. La mamma Caterina, davanti alla porta d'ingresso, mostra la fotografia di Sebi, scattata alcuni mesi fa quando era in baita con cugini e amici. «Il mio Sebastian amava molto la natura, i campi e i boschi, faceva il muratore, ma nei ritagli di tempo coltivava la terra e accudiva il suo cavallo – racconta la signora, Caterina, che fa parte della corale parrocchiale di Sorisole – aspettava il periodo degli alpeggi per raggiungere le montagne di Piazzatorre e aiutare a governare le mucche dei suoi amici. In tre anni per me è la terza disgrazia: ho perso il marito, un mio nipote è morto in un incidente stradale e domenica il mio Sebi».

Alessandro, il figlio maggiore, cerca di consolare e infondere coraggio alla mamma. Con loro anche le due sorelle Roberta ed Elisabetta. Sul feretro di Sebastian anche il cappello di alpino. «Era un alpino come me – spiega Alessandro – e insieme abbiamo partecipato all'adunata a Bergamo. Era felice e orgoglioso di sfilare. Lavorava come muratore e a casa curava i nostri campi. Al Lido di Camaiore c'è stata tanta sensibilità e collaborazione da parte della Capitaneria di porto, dai carabinieri e dal personale dell'ospedale che ringraziamo».

«Credo di interpretare il dolore di tutti gli amministratori e dell'intera comunità di Sorisole nel porgere le più sentite condoglianze alle famiglie Gotti e Baggi per l'improvvisa perdita dei loro congiunti: Giuseppe e Sebastian. – sottolinea il sindaco di Sorisole Stefano Gamba –. È una tragedia che ha fatto rimanere tutta la nostra comunità sbigottita e incredula per quanto accaduto. Auguro ai famigliari di superare con forza questi momenti tristi».

Oggi pomeriggio sono in programma i funerali nella parrocchiale di Sorisole celebrati dal parroco don Giuseppe Minelli, con partenza alle 15,30 dalle abitazioni dei due.

Remo Traina

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