Giovedì 27 Maggio 2010

Inps: lei è morto, niente pensione
L'Erario: lei è vivo, avanti paga

Per l'Inps è morto, ma per l'Erario è vivo. In sostanza non può riscuotere la pensione in quanto deceduto, ma deve affrettarsi a pagare una cifra all'Erario perchè per l'ente è vivo e vegeto. Protagonista della kafkiana è Mario Moratti, 78 anni, di Seriate. Tutto inizia a gennaio 2010. L'Inps scrive alla banca, dove accredita l'importo della pensione, per sospendere l'erogazione in quanto Moratti risulta morto il 21 gennaio 2008. Per tale motivo l'Inps si riserva inoltre di recuperare quanto indebitamente percepito dal Moratti in questi anni.

La banca avverte Sonia Moratti, figlia di Mario, che avvisa il papà. Si risale al 21 gennaio 2008 che è la data di morte della moglie M.Teresa Gualandris della quale, Mario, riceve dall'Inps una briciola di pensione di reversibilità. Nadia va in municipio per il certificato di esistenza in vita e con il papà si presenta all'Inps di Bergamo.

L'istituto accerta l'errore e tutto torna come prima. O quasi perché a Mario manca la pensione di gennaio e di febbraio. A metà marzo Mario riscuote il dovuto, ma l'1 aprile né la pensione di marzo né quella di aprile è accreditata. Padre e figlia tornano all'Inps. Il 16 aprile il direttore Inps firma una lettera diretta a Mario Moratti in cui si legge: “la pensione in oggetto è stata eliminata per errore e questo istituto non ha potuto ultimare il recupero delle addizionali regionale e comunale all'Irpef”. Risultato? l'Inps ordina: “pertanto il pensionato dovrà versare quanto prima al fisco 174,67 euro”. Oltre al danno, la beffa.

E non è finita: il 26 aprile la banca comunica a Sonia Moratti che l'Inps ha chiesto il recupero di 24.000 euro per importi di pensione impropriamente erogati e riscossi. La figlia del pensionato riparte alla volta dell'Inps e alza la voce. A fine aprile la banca comunica che l'Inps ha assicurato si voler sistemare tutto. Il 4 maggio è il giorno dell'accredito delle pensioni di aprile e maggio. I soldi arrivano, ma mancano circa 250 euro. Adesso padre e figlia aspettano i primi di giugno. E sono già trascorsi sei mesi.

Sulla questione interviere il direttore dell'Inps di Bergamo, Tullio Ferretti, che assicura: "Con il mese di giugno la pensione sarà erogata al cento per cento. L'origine del problema non è però venuta da noi”. Sembra che il sistema telematico sia andato in confusione fra la pensione di reversibilità della moglie (questa sì, purtroppo morta) e la pensione del Moratti cosicché il computer ha tagliato corto e ha dato per deceduto il Moratti stesso.

e.roncalli

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