Martedì 01 Giugno 2010

La Giovane Italia di Bergamo:
«Le ho portato un regalo...»

Daniele Zucchinali, presidente della «Giovane Italia Bergamo», interviene sulla questione Pirovano con una lettera aperta: «Egregio Presidente Pirovano, mi permetto di disturbarla, augurandomi che possa ritagliarmi un minuto tra il disegno di un logo, un cartello, una bandiera, una Lamborghini e quant'altro di sua competenza - scrive -. Sono rientrato questa notte da un breve soggiorno nel napoletano e questa mattina cosa scopro? Mi sono bastati due giorni in terronia per dimenticarmi l'Inno d'Italia! Perbacco! Meno male che non ho prenotato le vacanze estive a Pantelleria, altrimenti non avrei più riconosciuto i miei padanissimi vicini di casa! Il punto è che tra una pizza e una sfogliatella mi ero quasi lasciato convincere che la schiava di Roma fosse la Vittoria, alla quale veniva tagliata la chioma come segno di sottomissione. I miei interlocutori argomentavano, infatti, dicendo che nella Roma antica solo le donne libere potessero portare i capelli lunghi, da qui il taglio imposto alle schiave e, metaforicamente, alla Vittoria. Non contenti cercavano anche di convincermi che il Balilla di cui parla l'Inno fosse il quattordicenne genovese "simbolo della rivolta popolare di Genova contro la coalizione austro-piemontese"».

«Un padano, dunque, che cacciava gli stranieri! Ma noi, Signor Presidente, lo sappiamo bene che il Goffredo, nello scriver l'Inno nel 1847, aveva ben in mente i bambini in camicia nera del ventennio! D'altronde mica si è dei geni per caso... ai geni piace vivere la storia, non subirla! Insomma, questi terruncielli ci hanno provato proprio in tutti i modi a confondermi le idee. Ma io, nipote di un bergamasco contadino (scarpe grosse e cervello fino) mica mi son lasciato turlupinare! L'ho capito subito che mi stavano raggirando (e meno male che non avevo al polso l'orologio!) e per dimostrare che le cose stanno come diciamo noi, signor Presidente, ho pensato di regalare loro uno di quei manualetti di educazione civica, di quelli che potremmo usare anche - è un'idea - per il test di integrazione degli immigrati e per i quiz fatti dalle Iene ai Parlamentari. Per noi invece, Signor Presidente, ho preso come souvenir due belle pipe, le quali, come insegna Petra Trischmann, "danno al saggio tempo per riflettere, all'idiota qualcosa da mettere in bocca". Padanamente».

fa.tinaglia

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