Venerdì 18 Giugno 2010

Zanzara tigre: difendiamoci
con le piante e ... il detersivo

La lotta alle zanzare si sta combattendo su molti fronti, sia nelle città che in campagna. Dopo l'utilizzo dei fili di rame, da mettere nei tombini in alternativa alle pastiglie insetticide per impedire lo sviluppo delle larve, da un professore dell'Università di Pavia arriva l'idea di versare, sempre nei chiusini, un po' di detersivo per piatti. Anche questo impedisce alle zanzare di deporre le uova.

Intanto - come segnala la Coldiretti - sono 200 le aziende agricole che su 11 mila ettari di risaie lombarde hanno deciso di costruire minicanali e preservare zone umide dove dare ospitalità a rane, girini, pesci, uccelli che sono tra i primi nemici dell'insetto che, secondo alcune rilevazioni, nei periodi caldi arriva a pungere quasi il 90 per cento degli italiani. Ma oltre alle trincee nelle risaie, ci sono gli avamposti delle rondini in cascina, le colonie di pipistrelli e le barriere verdi di gerani citronella.

«Nelle nostre campagne – spiega Eugenio Torchio, direttore della Coldiretti Lombardia – esiste una vera e propria task force naturale contro le zanzare e le aziende agricole alla fine diventano la base operativa per la lotta contro questo fastidioso insetto».

Una cintura di protezione che arriva, per esempio, anche dentro Milano, come accade in zona Quintosole dove i fratelli Alberto e Vittorio Papetti, rispettivamente di 49 e 53 anni,  su circa 70 ettari di risaie dai quali si vedono il Duomo e la Torre Velsaca, hanno conservato canali e zone umide dove prosperano le rane  e diversi tipi di uccelli. «Gli effetti li vedo eccome visto che in cascina, usando quel minimo di attenzione legata al fatto di non accendere troppe luci, noi dormiamo con le finestre aperte senza problemi, mentre se vado a mangiare il gelato al Vigentino vengo assalito da nugoli di zanzare - racconta Alberto Papetti –. E oltre alle rane e agli uccelli, abbiamo anche tanti pipistrelli che ci proteggono dalle punture».

Alla Cascina Sant'Alessandro, di Soncino, in provincia di Cremona, non solo i pipistrelli ma anche le rondini hanno il preioso compito di combattere i piccoli diavoli neri o trigrati: «Poiché abbiamo un piccolo allevamento di baco da seta ed svolgiamo attività didattica con i bambini - spiega il titolare Renato Piccioni – preferiamo evitare l'utilizzo di insetticidi o sostanze chimiche. Per questo conserviamo i nidi che le rondini costruiscono nelle vecchia stalla in modo che ogni anno queste preziose alleate ritornino nella nostra cascina. Il loro contributo è molto importante perché si nutrono di insetti e quindi  eliminano anche le zanzare. La stessa cosa vale per i pipistrelli».

E le rondini che volano sopra i campi del Lodigiano e del Cremonese da quest'anno verranno anche monitorate dal Parco Adda Sud e dall'Università di Milano per studiarne consistenza della popolazione, movimenti e nidi. «Qui da noi le vediamo volare lungo il Po soprattutto la sera, quando gli insetti vanno un po' più bassi e le rondini li inseguono per mangiarli», racconta Alessio Tedeschi, tecnico agronomo della cascina Isolone di San Rocco al Porto, in provincia di Lodi dove, secondo le ultime rilevazioni, nidificano oltre 2.700 coppie

Ma se non si hanno a disposizione rane, rondini o pipistrelli, ci sono anche le barriere verdi, come spiegano Carlo Donini, titolare con Paolo e Davide Vecchi florovivaisti dell'azienda Molino dei Frati di Trescore Balneario nel Bergamasco: «I gerani citronella (detti anche “mosquito”),  oltre ad essere decorativi  emettono un forte profumo di citronella. Mentre hanno un'azione repellente anche  le piante di Plectrantus, grazie al loro penetrante aroma di incenso». 

Se poi non si hanno a disposizione killer anti zanzara, oltre ai classici insetticidi c'è anche il metodo sopra descritto e sperimentato qualche anno fa da Riccardo Groppali, professore alla facoltà di scienze naturali dell'Università di Pavia: una sottile patina di detersivo per piatti biodegradabile al 95 per cento nei tombini delle città.
 
«Ma il ruolo della natura e della biodiversità - conclude il Direttore della Coldiretti Lombardia - resta secondo noi strategico in questa guerra alle punture estive».

r.clemente

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