Domenica 04 Luglio 2010

Cantiere fermo da nove anni
Sale la protesta in via Carnovali

«Aler, 90 appartamenti e 98 box fermi da 9 anni: vergogna!». È questa solo una delle scritte comparse di recente sulla recinzione del complesso condominiale Aler che sorge in via Carnovali, all'angolo con via Carpinoni. Si vede chiaramente che si tratta di costruzioni in attesa di interventi, ma sul posto non c'è l'ombra di un operaio.

Una situazione di stallo che lo scorso 11 giugno ha provocato una pubblica protesta a ridosso del cantiere. Una dozzina di cittadini, capeggiati da Bruno Rocchi e Giovanni Rossi, rispettivamente presidente e vicepresidente di uno dei comitati presenti nel quartiere Carnovali, ha distribuito volantini ai passanti. Sprechi e ritardi sono state alcune delle pubbliche accuse lanciate, ma i manifestanti hanno anche sottolineato la necessità di creare più verde e parcheggi nella zona.

La situazione, purtroppo, sembra tutt'altro che in via di risoluzione. «L'impresa campana Emini a cui erano stati appaltati i lavori - precisa Bruno Marzìa, direttore dell'Aler di Bergamo - nel luglio del 2008 è praticamente scomparsa lasciando il cantiere in uno stato di abbandono, dopo che quella precedente era a sua volta fallita. Ora, per riandare in appalto, siamo costretti a rivedere tutti i costi di ciò che c'è ancora da fare. Siamo intenzionati a forzare la situazione tramite i nostri legali per sbloccare la procedura fallimentare».

«I veri problemi da affrontare – dice Marzìa – sono tutte quelle procedure a cui bisogna attenersi. Se voglio ristrutturare quel complesso di via Carnovali non è che posso andare da una qualunque impresa per farmi fare un'offerta, sentirne poi altre e infine scegliere la più vantaggiosa. Ci sono invece delle tempistiche molto lunghe e un sacco di procedure cui bisogna sottostare. Se fossimo dei privati tutto sarebbe più semplice, ma trovandoci in un contesto pubblico dobbiamo soggiacere a tutta una serie di regole. Nella fattispecie poi c'è anche il problema del fallimento di mezzo». Leggi di più su L'Eco di domenica 4 luglio.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata