Martedì 14 Settembre 2010

Stadio nuovo, si va avanti
Faccia a faccia Comune-Percassi

La squadra c'è, il campo pure. Ora la partita per il nuovo stadio a Grumello del Piano può davvero iniziare. Ieri a Palafrizzoni c'è stato un faccia a faccia tra il sindaco Franco Tentorio e Mario Volpi, commercialista (tra le altre cose) del Gruppo Percassi nonché componente del Cda dell'Atalanta. Un'occasione per fare il punto e valutare le richieste (già note) del Comune alla luce della disponibilità dei privati. Tentorio ha ribadito quelli che considera i punti fermi di Palafrizzoni: uno stadio che sia integrato nel quartiere, ben servito dalla viabilità (e qui sarà necessario il coordinamento con la Provincia), immerso nel verde e con volumetrie compensative accettabili. I privati dal canto loro in queste settimane hanno lavorato dietro le quinte per cercare un accordo: attenzione, non su quote, valore dei terreni e via dicendo, ma sul concept dell'operazione. In parole povere l'Atalanta (e Percassi) da un lato, la Gross Center (le famiglie Cividini e in minima parte Migliorini, proprietarie dei terreni di Grumello del Piano) dall'altra sono d'accordo nel giocare insieme la partita del nuovo stadio. Il come e il quanto si discuterà strada facendo.

Ma nella squadra c'è anche un altro giocatore fondamentale: la Foppapedretti, pronta a fare la propria parte. Leggi il nuovo palazzetto dello sport. Nei giorni scorsi il patron Luciano Bonetti ha incontrato Matteo Percassi (figlio di Antonio, presidente dell'Atalanta) e i due si sarebbero trovati in piena sintonia nell'operazione e nella sua filosofia di fondo, quella di un complesso sportivo che non sia composto solo dallo stadio, così da poter vivere di vita propria sette giorni su sette. E costituire un punto di riferimento per un quartiere sprovvisto praticamente di ogni funzione pubblica di base. Non è un caso che gli abitanti avessero abbracciato con così tanta convinzione un progetto comunque complesso come l'Accademia della Guardia di Finanza: comprendeva difatti quei servizi attesi da sempre: banca, posta, condivisione degli impianti sportivi. Richieste che Palafrizzoni ha girato da subito alla nuova cordata di imprenditori e che diventeranno parte intregrante del progetto atteso per fine anno. Richieste che a dire il vero erano già state contemplate nel concept che lo scorso maggio Paolo Cividini aveva presentato a Palafrizzoni in una riunione vagamente carbonara nella sede dell'Az veicoli di proprietà di Marco Fassi, consigliere delegato per il Parco dello sport. In un certo senso la nuova avventura riparte da quell'idea di struttura: impianti sportivi su 560 mila metri quadri (220 mila dei quali destinati a parco aperto al pubblico) con aree tematiche commerciali.

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a.ceresoli

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