Il Comune e via Quarenghi
Scatta l'ora del «coprifuoco»

È un pacchetto pesante, che non mancherà di far discutere. Palafrizzoni sta lavorando ad un intervento massiccio su via Quarenghi, con interventi ad ampio spettro, dove però dalle prime indiscrezioni sembra prevalere notevolmente l'aspetto dell'ordine pubblico, con misure quasi da coprifuoco. Una su tutte, il divieto di somministrazione di alcolici dopo le 16 e la chiusura di ogni esercizio commerciale (bar, kebab e phone center compresi) dopo le 20.

Provvedimenti attualmente al vaglio della Prefettura che ha l'ultima parola in materia, ma le linee guida sono già state illustrate in diversi incontri con le associazioni di categoria: perché l'ordinanza diventi operativa (all'interno del pacchetto di via) serve però l'ok del prefetto, e potrebbe essere questione di giorni. In un senso o nell'altro. Solo allora si capiranno i dettagli della situazione, ma presumibilmente i divieti riguarderanno la porzione compresa tra le vie Spaventa e Bonomelli. Quella verso via Zambonate non ha mai difatti registrato problemi di sorta.

Nei mesi scorsi Palafrizzoni aveva dedicato due sedute di commissione al caso via Quarenghi, e sul versante del commercio si erano ipotizzati interventi a favore di attività tradizionali: un'ipotesi che aveva suscitato qualche perplessità soprattutto sul versante delle concrete modalità operative. Per ora l'obiettivo primario sembra comunque fare tabula rasa di quelle d'importazione, kebab e phone center in testa. In verità un tentativo di regolare meglio bar e locali della zona ipotizzando anche restrizioni alla vendita di alcol per motivi di ordine pubblico lo fece anche l'Amministrazione Bruni, con l'allora assessore alla Sicurezza Antonio Misiani: rimase lettera morta da subito per la sua difficile attuazione che alla fine, paradossalmente, rischiava di penalizzare le attività ossequiose della legge.

Nell'attesa dell'ok della Prefettura, Palafrizzoni è pronto a siglare un patto con il Comune di Brescia, o meglio con la polizia locale. Il provvedimento è atteso in Giunta e prevede uno scambio di agenti in caso di necessità e particolari eventi. E tra le prime pare esserci proprio la gestione dell'ordine pubblico e della sicurezza in via Quarenghi; si ipotizza una quindicina d'interventi in zona per due-tre mesi, durante i quali agli agenti nostrani si aggiungeranno anche quelli d'oltreOglio. Nota di colore (verde): anche a Brescia l'assessore alla sicurezza è leghista, il vicesindaco Fabio Rolfi. Il che aiuta le dinamiche con il collega bergamasco Cristian Invernizzi. E non è nemmeno un mistero che via Quarenghi per il Carroccio sia un simbolo – chiaramente in negativo – sul quale si è giocato molto della campagna elettorale vincente.

Una cosa è comunque certa, in attesa del pacchetto completo (e del dettaglio degli interventi di rivitalizzazione, mediazione sociale e arredo urbano della via, curato da un pool di assessorati), già le prime indiscrezioni bastano e avanzano per far scoppiare un fior di quarantotto tra maggioranza e opposizione. Già, perché tra le misure che Palafrizzoni intenderebbe prendere, c'è il cambio di destinazione del civico 33, che avrebbe dovuto ospitare appartamenti a canone moderato. Un'operazione avviata dalla Giunta Bruni tramite la controllata Bergamo Infrastrutture. L'orientamento di quella Tentorio sarebbe di limitare al minimo il numero degli alloggi, o non realizzarli affatto. Per questo motivo si starebbero valutando le possibilità di spostarci qualche ufficio comunale, sulla falsariga di quanto fatto con il presidio di polizia locale. Così a naso, i più indiziati a traslocare sembrano essere i Lavori pubblici, attualmente di base in via Canovine. In via Quarenghi si sarebbero dovuti realizzare alloggi a canone moderato e non popolari, ma evidentemente questa tipologia non rassicura Palafrizzoni.

Dino Nikpalj

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