Venerdì 12 Novembre 2010

Nuovo sciopero della scuola
della Flc-Cgil il 17 novembre

La lista è lunga e contiene il blocco degli stipendi e dei contratti, il congelamento delle progressioni economiche e di carriera, il taglio di centinaia di migliaia di posti di lavoro, ma anche il licenziamento dei precari, la soppressione di enti di ricerca, l'eliminazione di borse di studio, e, più in generale, una riforma della scuola e dell'università attuata “solo per fare cassa.

È l'elenco dei motivi per cui la Flc-Cgil ha deciso di proclamare uno sciopero nazionale di tutto il mondo della conoscenza per mercoledì 17 novembre. Per i lavoratori della scuola e della formazione professionale-Afam, braccia incrociate, dunque, la prima ora di lezione (per docenti) e la prima ora di servizio (per il personale non docente), mentre per le università e gli enti di ricerca, lo sciopero, almeno in Lombardia, sarà di 4 ore dalle 12 alle 16.

A Milano è in programma anche un'assemblea regionale dei lavoratori delle università (dalle 10 a mezzogiorno) a cui parteciperà anche una ricercatrice dell'Università di Bergamo, Giovanna Vertova, iscritta della Flc-Cgil. A Bergamo la Flc-Cgil aderisce alla manifestazione che gli studenti hanno organizzato il 17 novembre nella Giornata Internazionale a loro dedicata.

Il sindacato interverrà dal palco a conclusione della manifestazione. «La mobilitazione nelle scuole della provincia di Bergamo si estende, diventa sempre più ampia, coinvolgendo più lavoratori in decine e decine di assemblee sindacali, già svolte e ancora i corso in tutti gli istituti di ogni ordine e grado - spiega oggi Tobia Sertori, segretario generale della Flc-Cgil di Bergamo.

«Le forme di mobilitazione dei lavoratori della conoscenza sono varie, dalla mancata disponibilità a fare ore straordinarie per sostituire colleghi assenti, al blocco dei viaggi di istruzione che vanno oltre il proprio orario di servizio. Quella di mercoledì prossimo sarà la terza giornata di sciopero della prima ora, uno sciopero ad intermittenza ogni paio di settimane, modalità scelta dalla Flc-Cgil all'inizio dell'anno scolastico e prevista fino a dicembre per rendere visibile la grave situazione in cui versa la scuola pubblica dopo riforme, decreto Brunetta e legge finanziaria».

m.sanfilippo

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