Mercoledì 01 Dicembre 2010

Mortirolo: Paolo, il sopravvissuto
«Un botto e il vuoto sotto i piedi»

Paolo Belotti quasi si scusa per non aver risposto, fino a martedì 30 novembre, alle richieste di un'intervista per raccontare in prima persona la tragedia di sabato, nella zona del Mortirolo in alta Valcamonica, che ha portato via per sempre tre amici e della quale è stato purtroppo testimone.

«Prima di rispondere volevo incontrare i familiari di Enzo, Angelo e Giuseppe - ha detto l'elettricista, 49 anni di Treviglio -, per condividere con loro quel dolore immenso e trovare la forza di raccontare i drammatici momenti nei quali ho perso i mie amici, compagni di tante escursioni».

Paolo si è reso disponibile a parlare, grazie anche alla mediazione del presidente e del vicepresidente della sezione Cai di Treviglio. Per l'escursionista superstite sono stati tre giorni di angoscia indescrivibile: «Non mi dò pace e vivo nel senso di colpa per non essere riuscito forse a ottimizzare i tempi nel chiedere soccorso - racconta -, perdendo minuti preziosi nello scavare da solo tra la neve alla ricerca dei miei amici».

L'elettricista ha voluto ribadire più volte che se è salvo e se la macchina dei soccorsi è partita massiccia per cercare di portare in salvo i suoi tre amici lo si deve ai due giovani con la motoslitta che si trovavano sull'altro versante della montagna.

Ecco il racconto di quei momenti tragici: «Ero in ritardo di qualche metro rispetto a loro tre perché non avevo le ciaspole. D'un tratto ho sentito un botto, mi sono girato verso valle, mi sono sentito il vuoto sotto i piedi e sono stato trascinato dalla neve. Ma sono riuscito a trovare un varco per uscire allo scoperto».

I funerali di Enzo Riganti, Angelo Lazzarini e Giuseppe Parigi sono in programma alle 14 nella basilica di San Martino a Treviglio.

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m.sanfilippo

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