Mercoledì 08 Dicembre 2010

«Brembate, composta e solidale
è il simbolo dell'Italia migliore»

«L'Italia è migliore della sua rappresentazione mediatica. Brembate ne sta dando una prova grande in questi giorni. Una comunità, ferita dalla inspiegabile sparizione di una sua piccola figlia, sta reagendo con una meravigliosa compostezza, una discrezione che sembra estratta dalle radici di una esperienza di operosità, di senso di solidarietà ed anche da una tradizione forte di valori prodotti dalla fede e dall'impegno civile». Lo scrive l'ex sindaco di Roma ed ex leader del Pd, l'on. Walter Veltroni, in un articolo inviata martedì  al direttore de L'Eco di Bergamo.

«Il circo Barnum della spettacolarizzazione - prosegue Veltroni - ha cercato di applicare i suoi stereotipi a questa cittadina di settemila anime. Non se ne deve far colpa ai singoli operatori dell'informazione: è il meccanismo del tempo reale, è la bramosia bulimica di un sistema che deve costantemente gridare per far sentire una voce sulle migliaia di altre. Brembate ha reagito con le parole sagge dei suoi cittadini intervistati, con la veglia nella parrocchia, con la fatica generosa dei soccorritori. E quando qualcuno ha voluto cercare le telecamere scrivendo striscioni agghiaccianti, magari corredati dall'immagine del bersaglio;quando qualcuno ha voluto trasformare una etnia in una colpa generalizzando e cercando di seminare il sentimento più odioso, l'odio, Brembate ha isolato chi si prestava a trasformare il dolore in rabbia».

«E lo ha fatto, in primo luogo, con le parole del suo sindaco - continua l'ex leader sindaco della capitale - che , mi sembra , sia stato più in mezzo ai cittadini impegnati nelle ricerche che davanti alla luce suadente delle telecamere. Sono stato sindaco e so che questo è il dovere del primo cittadino, di quella persona fortunata che fa il più bel lavoro del mondo. Un lavoro che ti fa sentire carne e sangue della tua comunità, che ti fa vivere in simbiosi con lo stato d'animo dei tuoi amministrati. Quel sindaco , appartenente alla Lega, che ha trovato le parole giuste per isolare le parole gridate degli intolleranti in cerca di notorietà ha fatto bene al nostro paese, tutto intero».

«Ho visto in televisione un giovane di Brembate dire come gli immigrati lì siano bene integrati, come mandino a scuola i bambini con i loro figli, come sia assurdo generalizzare. E ora che sappiamo che quel ragazzo scappato alla sua povertà non c'entra nulla con la sparizione di Yara - sottolinea ancora Veltroni - credo ci rendiamo meglio conto del valore delle parole di saggezza pronunciate a Brembate mentre tutto poteva spingere a cavalcare l'irrazionalità dell'odio razzista. Non sappiamo ora quale sarà l'esito di questa vicenda, che Brembate vive naturalmente anche con l'ansia che il male possa essersi infiltrato tra le sue fila. Speriamo solo che Yara possa tornare alla sua famiglia, che dignitosamente cerca di proteggere i suoi piccoli fratelli da questo uragano doloroso. La comunità di Brembate fin qui ha dimostrato cosa significhi rispettare il dolore ed essere una comunità, un luogo non solo fisico ma di relazione e di solidarietà, in cui il destino di ognuno ci riguarda. E in un tempo egoista e cinico come quello che ci tocca di vivere è una lezione controcorrente e perciò ancora più preziosa».

«Ci tengo a dire come anche un'altra comunità a centinaia di chilometri di distanza, quella di Lamezia Terme, si sia comportata allo stesso modo. Come sia riuscita a razionalizzare un dolore immenso. E' l'Italia migliore - conclude Veltroni -, quella composta e solidale. Quella che non grida, che non ignora, che non si fa usare. Che ha la dignità del dolore, condizione per avere la forza solidale di una speranza».

Walter Veltroni

a.ceresoli

© riproduzione riservata