Martedì 14 Dicembre 2010

Il vescovo Beschi agli universitari:
«Non separate sapienza e amore»

«Quale conoscenza ci è necessaria? A che cosa serve la conoscenza, qual è lo scopo?». Il vescovo pone le domande ai giovani, ma anche ai docenti universitari e al rettore Stefano Paleari presenti nella chiesa di Sant'Andrea, in via Porta Dipinta, per la Messa di Natale degli Universitari.

Monsignor Francesco Beschi fa una pausa lunga perché la domanda è di quelle che fanno scervellare i sapienti, che giustificano speculazioni e filosofie. Il fine della conoscenza, come dire il senso della vita umana.

«Ci sono tante risposte meritevoli di considerazione» risponde il vescovo. che ha citato San Giovanni della Croce. «San Giovanni – ha detto il vescovo – rappresenta l'inesauribilità della conoscenza». Sempre nuovi filoni, sempre nuove cavità. E l'immagine della cavità – ha detto il vescovo – fa venire in mente il grembo di Maria, la grotta di Betlemme. La miniera, la conoscenza, la sapienza. «La sapienza di Dio si manifesta nella maniera più profonda nella Croce, vera porta della conoscenza di Dio».

Ha detto il vescovo: «Non si può comprendere la sapienza di Dio se ci si dimentica dell'amore. Noi abbiamo separato il sapere dall'amore. I mistici come San Giovanni, no. Bisogna conoscere e amare. Se non si ama, non si può veramente conoscere». La conoscenza non basta, ha detto il vescovo. La conoscenza non basta all'uomo. Quante persone di grande conoscenza, di grande sapienza – ha detto il vescovo – hanno contribuito al dolore dell'umanità? Monsignor Beschi ha detto che il senso della conoscenza è la «costruzione di una vita buona».

Sull'altare con il vescovo, don James Organisti, assistente ecclesiastico per gli universitari di Bergamo, don Giampietro Masseroli, segretario del vescovo, monsignor Vittorio Bonati, delegato vescovile per la scuola.

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a.ceresoli

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