Giovedì 23 Dicembre 2010

La veglia: «Mettete nel presepe
una candela per Yara»

Il banco della terza «C» è sempre lì. Come in attesa. Nessuno ci sta seduto, ma non è vuoto. Quello è un banco pieno di pensieri. «I ragazzi lo usano un po' come una piattaforma per lanciare i loro messaggi a Yara, hanno scritto lettere, messaggi». A raccontarlo è suor Carla Lavelli, che della scuola media «Maria Regina» di via Broseta è la preside.

Alle aule non si accede, la regola precisa è lasciare tranquilli i ragazzi: «Loro qui non parlano più di quanto è successo, è un modo per difendersi...», prosegue suor Carla. Però è chiaro che Yara è nella testa di tutti mentre si va avanti perché diversamente non si può fare. «Noi - dice - continuiamo a sperare».

È una cosa che si capisce qui, a due passi dal centro, dove la ragazzina scomparsa ormai quasi un mese fa veniva ogni mattina a scuola, come a Brembate Sopra, dove mercoledì genitori e bambini si sono ritrovati per il saggio di fine anno delle elementari nel palazzetto dello sport, quello dove Yara si allenava.

A Brembate Sopra è l'assessore alla Cultura Marco Mazzanti a spiegare che «ci abbiamo pensato tanto. Ci siamo chiesti se fosse opportuno ritrovarci per il saggio, e poi se farlo proprio nel palazzetto. Alla fine abbiamo deciso di venire qui, con i bambini. La stessa famiglia di Yara ha chiesto di andare avanti con le iniziative come erano state programmate».

In città, la scuola «Maria Regina» ha organizzato una veglia di preghiera per il Natale. E la chiesa di Loreto era strapiena. «C'erano tanti ragazzi, con le loro famiglie. Proprio tanti...», dice suor Carla. Un tema forte: la speranza. Per tutti, un nastro giallo e una candela da portare a casa con un invito: «Mettetela nel presepe, a Natale. Accendetela. Sarà per Yara».

m.sanfilippo

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